Scommesse: sequestrati beni per 4 milioni

Sigillate case e agenzie di un 39enne per anni residente in città e condannato per mafia

    di Pier Luigi Salinaro Un gigantesco giro di scommesse illecite su eventi sportivi, forte di una rete di 500 agenzie abusive sparse in tutta Italia e anche a Modena e provincia. A scoprire l'organizzazione criminale che la gestiva, è stata la GdF di Lecce. Alcune di queste agenzie, secondo quanto accertato dalla Dda di Lecce che ha coordinato l'indagine, facevano capo a Saulle Politi, 39 anni, per svariati anni residente a Modena dove ieri sono stati posti sotto sequestro decine d'immobili intestati a lui o suoi familiari. L'operazione, che ha portato alla scoperta dell'organizzazione e delle agenzie di appoggio anche nel modenese, è stata ribattezzata "Poker 2". Secondo quanto riferito dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, al vertice dell'organizzazione vi era una società di capitali austriaca, con sede legale ad Innsbruck, la "Gol Bet", che, priva delle concessioni rilasciate dall'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, avrebbe promosso ed organizzato, su gran parte del territorio italiano, un sistema illegale di raccolta di scommesse "on line" su eventi sportivi, avvalendosi di una fitta rete di agenzie (500 quelle ad oggi censite dai finanzieri, 498 le persone in tutto denunciate) che introitavano centinaia di milioni di euro dagli scommettitori ed i cui gestori sono stati denunciati. Il comandante del Gico della Gdf che ha coordinato le operazioni di sequestro delle agenzie e degli immobili a Modena, contattato al comando di Lecce ieri pomeriggio, non ha potuto precisare dove si trovano e quali sono le agenzie modenesi coinvolte, così come quanti e quali immobili sono stati posti sotto sequestro e il cui valore è di alcuni milioni di euro (quattro, si dice), "in quanto sono ancora in corso indagini". Proprio attraverso queste indagini, tra gli aspetti più importanti, ora al vaglio degli investigatori, l'individuazione del sottosistema che, secondo l'accusa, faceva capo appunto a Saulle Politi, 39 anni, di Monteroni, già condannato col 416/bis - concorso in associazione mafiosa - per essere stato vicino al clan Tornese, organizzazione tra le più in vista della "Sacra corona unita", la mafia pugliese. Politi, che aveva interessi a Modena, dove ha abitato a lungo e fino ad un paio d'anni fa e dove veniva spesso, stando a quanto appurato dagli investigatori, gestiva una serie d'attività economiche, tra le quali ben 50 agenzie di scommesse solo nel leccese, tanto da creare quella che è stata definita una vera e propria "Rete Politi". Quello delle scommesse "on line", secondo le procure italiane che seguono l'evolversi degli aspetti economico-patrimoniali delle organizzazioni mafiose, rappresenterebbe oggi uno dei canali di eccellenza per il riciclaggio e investimento dei proventi delle attività illecite. A Politi oltre alle cinqunata agenzie nel Salento con interesse diretto, facevano capo, come spiegato dagli inquirenti, altre agenzie dove aveva interessi indiretti, sparse sul territorio nazionale. La mancata precisazione del numero e dell'ubicazione delle agenzie nel modenese, è dovuto anche al fatto, sempre come precisato da Dda e Gdf, che si devono ancora individuare "a chi alcune di queste agenzie sono riconducibili". Non direttamente solo a Politi dunque, ma a quanto sembra anche ad esponenti della'ndrangheta, della camorra e della mafia. Nell'ambito dell'operazione "Poker 2", la procura leccese ha previsto oltre alle denunce, un secondo livello di intervento: il sequestro preventivo, vale a dire la confisca non dei beni direttamente proventi dal reato, ma quelli patrimoniali sospettati appartenere nel caso specifico, alla persona indagata in questo caso Politi che nella sua disponibilità aveva beni in misura sproporzionata all'effettivo reddito. Oltre agli appartamenti modenesi e alle agenzie, a Saulle Politi è stato recapitato un provvedimento di sequestro preventivo di una società che gestisce un supermercato aperto a Monteroni nel 1994 - intestatario è il fratello Francesco - con un investimento che all'epoca avrebbe sfiorato un milione di euro, quando lo stesso aveva dichiarato redditi assai modesti. Il sequestro preventivo riguarda anche immobili e società legate sempre al mondo delle scommesse, la "Capitan uncino", operante a Monteroni e paesi limitrofi e la "Gogo game", alla quale tra l'altro farebbero capo alcuni degli immobili modenesi. Nessuno di questi beni, ovviamente, risulta intestato a Politi, ma ai familiari.
    16 ottobre 2010

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