Finale. Il Tribunale di Modena respinge l’istanza di annullamento del Ministero dopo gli interventi di Alessandra Bernaroli. Lei: «Accanimento incomprensibile dei burocrati, mi darò alla politica»
FINALE. Il tribunale di Modena le ha dato ragione. Il matrimonio tra la massese Alessandra Bernaroli (all'epoca Alessandro, poi divenuta donna dopo un lungo percorso fatto anche di tanti interventi chirurgici) e la moglie è ancora valido. E questo nonostante il cambio di sesso e i tentativi di scioglierlo d'autorità da parte degli ufficiali anagrafici di Bologna e Finale. Il Ministero degli Interni ha annunciato il ricorso contro la sentenza di Modena.
«Noi restiamo sposati - spiega la Bernaroli - La legge prevede che un matrimonio possa venir sciolto unilateralmente in caso di cambio di nome, ma non è il nostro caso perchè mia moglie mai lo ha chiesto, anzi. Non capisco l'accanimento del Ministero che sta provando a distruggere una famiglia mentre addirittura la Chiesa, di fronte a cui risultiamo sposati, non ha sollevato alcun problema».
Contro l'inusuale unione si erano schierati anche gli uffici anagrafici di Finale (dove il matrimonio è registrato) e Bologna, dove ora la coppia risiede. «Il loro comportamento è stato molto scorretto - continua la Bernaroli - hanno chiesto un parere al Ministero che però non può dare valutazioni morali, ma solo legali. E le unioni transessuali sono già regolamentate dalla Costituzione con la legge 138 del 2010 della Corte Costituzionale».
Ora per la Bernaroli, sindacalista della Cgil alla Bper, difesa dall'avvocato Anna Tonioni di Bologna con la collaborazione della rete Lenford, potrebbe aprirsi un futuro in politica. «Non ho mai voluto dare voce al gossip sulla mia vicenda, ma in questi anni di tensioni ho aperto gli occhi, è stata una dura battaglia. Mi sento pronta per lottare a favore di una società civile più libera e moderna e non escludo di potermi impegnare in politica, magari per le elezioni a Bologna oppure in vista delle Nazionali. Con chi? Mi definisco una liberale riformista...». (f.d.)
03 dicembre 2010