Disagi nel primo giorno dei nuovi orari sulla linea ferroviaria

La rabbia dei pendolari

Molti viaggiatori restano senza treno, accuse ai politici

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    di Alfonso Scibona I pendolari ferroviari vivono giorni difficili tra proteste e tagli. Da ieri mattina è infatti iniziata l'annunciata era delle corse soppresse sulla tratta Sassuolo-Modena. Tanti viaggiatori, che sapevano quali erano gli orari in vigore fino a sabato, sono rimasti sorpresi, anche per la mancanza di informazione diffusa sui cambiamenti. Un disagio diffuso non solo a Sassuolo, ma anche a Modena presso la Stazione Piccola e la Stazione Centrale e lungo le fermate intermedie a Formigine e dintorni. Perché il "trenino" di Sassuolo ha sempre trasportato lavoratori e studenti pendolari. Alla biglietteria, infatti, la risposta corrente era: «Mi dispiace, non hanno stampato nessun avviso». E il pubblico, disorientato, ha cercato alternative nelle corse con gli autobus, che non fanno esattamente gli stessi percorsi e non hanno la strada completamente sgombra come succede per i binari. «Se ricordo quello che era stato detto - dice un utente - su una stazione unica per Modena e Reggio, mi viene da ridere. Con queste decisioni di chi gestisce adesso il servizio sta portando lentamente alla cancellazione delle corse da e per Modena. Alla faccia di chi dice che serve usare meno la propria auto». Un deciso calo delle corse che non piace proprio a nessuno. Compresi i taxisti che, dopo la cancellazione della linea telefonica da piazza Garibaldi, da diverso tempo sono a disposizione solo nella stazione da e per Modena. «Il lavoro è calato anche per noi - dice qualcuno di loro - perché le corse in meno sono comunque un flusso di persone che diminuisce. Di questo passo caleranno vertiginosamente anche le nostre». Ma è tutto l'ambiente della stazione per Modena che non dà più segnali di vitalità. «Anche dal punto di vista del traffico passeggeri - dice una donna in partenza, col bus - ci sarà sempre una parte di clientela che dovrà utilizzare i mezzi pubblici, "per amore o per forza" ma è indubbio che tutto questo non giova alla povera gente bensì a chi deve risparmiare e non si cura di dove va a finire il disagio vero e proprio». «Siamo davvero diventati una città di serie B - sentenzia uno di quelli che era solito prendere il trenino a metà mattina, dopo aver trovato cancellata la sua corsa - e credo che in questa faccenda vi sia lo zampino della politica. Da quando a Sassuolo c'è un governo di centro-destra si cerca di fare a gara per mettere i bastoni tra le ruote all'amministrazione comunale. Bisognerebbe davvero farsi sentire nelle stanze dei bottoni, quelli alti, per far ragionare chi decide tagli senza guardare in faccia a nessuno». Intanto, anche la struttura e le zone adiacenti sono lasciate degradare.
    14 dicembre 2010

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