Ore di fila in tribunale per depositare un atto. La dirigente: poco personale
di Claudia Benatti
A sinistra la cancelleria dei decreti ingiuntivi e sopra l’avvocato Maurizio Zanoli
MODENA. «E' uno stillicidio quotidiano: sveglia all'alba per prendere il numero e fila di ore per depositare un atto». Storie di ordinario disagio in tribunale per gli avvocati civilisti, come Maurizio Zanoli. Ma a rilanciare è Ivonne Pavignani, dirigente del tribunale: «Con soli 86 addetti amministrativi tra Modena e provincia facciamo miracoli. Abbiamo anche avviato le procedure telematiche».
Al termine dell'ennesima mattinata di bigliettini, code e attese in tribunale, l'avvocato civilista Maurizio Zanoli sbotta: «Troppa confusione, poco personale, organizzazione da rivedere. Mi sono svegliato alle 6 e mezzo per essere qui alle 7; mi sono messo in fila e alle 8.30 hanno distribuito i numeri, poi alle 9.30 ha aperto l'ufficio e dopo altra fila ho depositato il mio ricorso. Se il cliente mi avesse accompagnato, come sarebbe suo diritto, che figura avremmo fatto?». Zanoli punta il dito sulla cancelleria dei decreti ingiuntivi, ma si sofferma anche sulla situazione degli uffici delle esecuzioni mobiliari e immobiliari e su quelli del giudice di pace. «Alzatacce, numeretti come al supermercato, tutti in fila per ore e numero chiuso, cioè se arrivi dopo un certo orario non ti danno neanche il biglietto - continua Zanoli, affiancato dalla collega Elisa Di Fiore - e dal giudice di pace si rischia di trovare persino il cartello che ti avvisa che l'ufficio è chiuso. Per non parlare di alcune sezioni distaccate dove gli orari sono impossibili. A questi problemi, si aggiungono i tempi biblici delle cause, due anni per un'udienza in primo grado, mentre per approdare all'appello si va al 2018. Ritengo sia uno svilimento assoluto della professionalità e dignità dell'avvocato. Viene meno anche il rispetto per i fruitori del servizio giustizia, cioè i cittadini».
Problemi che si trascinano da anni e sui quali il tribunale di Modena, in collaborazione con l'Ordine forense, ha cercato di intervenire, in parte migliorando la situazione. Lo sa bene Ivonne Pavignani, dirigente del tribunale: «Il personale amministrativo conta 86 addetti, 19 in meno di quelli previsti in pianta organica e da 11 anni non si fanno concorsi per assumere - spiega - nel 1999 eravamo 119. I magistrati sono rimasti 35, mentre gli avvocati che esigono i servizi agli sportelli sono passati dai 350 di 20 anni fa ai 1800 di oggi. La verità è che facciamo i miracoli; abbiamo anche attivato la telematica per i decreti ingiuntivi e le esecuzioni immobiliari. Poi c'è il lavoro "dietro le quinte", che si fa sulle pratiche quando si chiude lo sportello. Chi si lamenta ha ragione, ma se la situazione è al collasso la colpa è anche della mancanza di risorse».
05 febbraio 2011