Hanno 15 anni, si ispirano ai Green Day. Jacopo, Elia e Andrea fanno sul serio. Aprono la nostra rassegna SentiMOband
di Francesco Dondi
FINALE. I vicini di casa si lamenteranno, ma nella sala prove improvvisata a casa di Andrea Torello si suona, eccome se si suona. Nella mansarda trasformata in un piccolo palco, da quasi due anni vanno giù duro i Name in Progress. Un nome che lascerebbe presupporre che i tre musicisti siano ancora alla ricerca di un'identità musicale: errore. La scelta è già presa da tempo: qui si suona punk-rock e i Green Day sono l'esempio da seguire, ma non da scimmiottare.
Un passo indietro e torniamo al 2009 quando Elia Bernardi e Andrea Torello, amici dai tempi dell'asilo e legati dalla passione musicale dei genitori (non dite loro che sono figli d'arte perchè il sound è tutt'altra cosa), decidono di esplorare il mondo del punk. L'incontro con Jacopo Ramponi conclude la ricerca, i Name in Progress sono pronti allo show. Sono tre, come i Green Day: Elia, maschietto terribile, imbraccia la sua chitarra Gibson Les Paul Studio e i suoni che escono dal Laney sono belli puliti. Davanti al microfono non trema e canta, ma senza cercare posture da front-man. Prima regola dei Name: concentrarsi sulla musica, il resto è nulla. Seconda regola dei Name: dietro Toro deve dare il ritmo con la batteria Tamburo. Terza regola dei Name: Jacopo accompagna col basso e il gioco è fatto.
A Finale si respira musica, l'esperienza del circolo Lato B dove decine di band si alternano per provare è terra fertile per i nuovi gruppi che da subito si cimentano con il concerto del 1 maggio. Anche i Name in Progress non possono esimersi dal rito iniziatico che superano a pieni voti. Mani Tese li accoglie con piacere, in piscina a Mirandola fanno divertire e a Mirandola Rock 2010 arrivano al 5º posto nel concorso per band. È un'escalation, dovunque c'è un posto dove suonare i Name non si tirano indietro, seguiti da tanti amici che non perdono un concerto. Alla Magnafinal si esibiscono senza patemi - a fine giornata però la voce di Elia sarà sold-out e le mani di Jacopo e Toro bruceranno a manetta - di fronte ad oltre 600 persone che ne decretano, semmai ce ne fosse bisogno, la consistenza di questo gruppo di quindicenni.
E ora via, verso lidi inesplorati con i Green Day ben stampati in testa, ma con la voglia di proporre qualcosa di proprio, magari un album, il primo. Chissà, magari quei vicini di casa che ora si lamentano un giorno se ne vanteranno...
Jacopo Ramponi, 15 anni. Basso che penzola fin quasi alle ginocchia e un senso innato per il ritmo oltre a seconda voce dei Name. Studia al liceo scientifico Morandi di Finale con indirizzo tecnologico-informatico.
Elia Bernardi, 15 anni, porta una Gibson Les Paul Studio Cherry al collo con un'irriverente cintura. E' una chitarra che impone di avere il fisico per il peso consistente, ma che regala grandi soddisfazioni soprattutto nei suoni crunch e distorti grazie ai due humbuker del prestigioso marchio americano. Elia è figlio d'arte e frequenta la seconda all'Istituto Tecnico di Mirandola. È la voce dei Name in Progress e anche l'animatore delle uscite musicali.
Andrea Torello, 15 anni. In classe con Jacopo è un altro figlio d'arte visto che il padre Antonio suona il contrabbasso nei Souvenir d'Italie e collabora con altre realtà locali. Alla batteria acustica (una Tamburo) 'Toro' picchia pulito.
01 marzo 2011