L’esterno e l’interno del laboratorio abusivo
MIRANDOLA. Un laboratorio clandestino nelle campagne della Bassa, dove erano stati concentrati 200 animali sottoposti ad esperimenti illeciti commissionati da oltre 100 ditte del settore, per provare dei presidi e prodotti biomedicali. Tre le persone indagate dalla Procura di Modena, il titolare 50enne di un laboratorio di analisi di Mirandola, la moglie che aveva messo a disposizione il "laboratorio-catapecchia" e un veterinario modenese. «L'operazione - spiega una nota della Lav - ha avuto origine da una segnalazione del Nucleo Guardie Zoofile LAV alla Guardia di Finanza. Così è stato individuato il laboratorio nel quale venivano effettuate sperimentazioni su conigli, cavie, topi e criceti, senza autorizzazione sanitaria o ministeriale». L'edificio è stato sequestrato, così come gli strumenti per la sperimentazione e gli animali, consegnati ad un centro di accoglienza fuori regione. Gli animali cavia venivano sottoposti a prove di laboratorio quali in inoculazioni di sostanze, l'inserimento sottocute di materiale plastico per testarne la biocompatibilità. Gli uomini del luogotenente Regna della Finanza di Mirandola hanno scoperto che alla fine della sperimentazione venivano soppressi per effettuare esami istologici o perché incurabili. Al momento le ipotesi di reato sono maltrattamento e uccisione di animali, trattenuti in un edificio in precarie condizioni igienico-sanitarie, in alcune parti era addirittura inagibile. Qui gli animali erano tenuti in scaffali da stabulazione e utilizzati per prove di biocompatibilità, alcuni di loro presentavano evidenti lesioni, aggiungono la Lav e la Finanza, in una nota. «È la prima volta che nel nostro Paese si scopre un laboratorio per la sperimentazione animale non autorizzato e completamente sconosciuto, oltretutto in quelle condizioni - dichiara Ciro Troiano, coordinatore Nazionale delle Guardie Zoofile della Lav - L'aspetto che lascia perplessi è che la sperimentazione era finalizzata a ottenere la certificazione per prodotti e dispositivi medicali impiegati nel settore sanitario: c'è da chiedersi quale garanzia poteva dare un laboratorio non autorizzato». La brillante indagine della Guardia di Finanza ha permesso di rilevare che presso il laboratorio sarebbero state effettuate oltre 1.300 sperimentazioni di biocompatibilità e testate 566 tipologie di prodotti medicali. Il blitz è scattato a gennaio, dopo appostamenti e pedinamenti. Da allora sono stati effettuati controlli, che hanno accertato come i test venivano commissionati dalle 100 aziende nel settore biomedicale per ottenere la certificazione dei vari prodotti e dispositivi medicali impiegati nel settore sanitario, gran parte dei quali destinati ad essere utilizzati per le cure medico-ospedaliere.
28 maggio 2011