Piazza Matteotti, bocciata la proposta di referendum

L’assessore Sitta: votare con le schede è un’idea ridicola. Dure critiche dal Pdl L’alternativa resta la consultazione telefonica su garage interrato e restyling

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    di Stefano Luppi

    E ora? Per capire cosa i modenesi pensino della ristrutturazione della centrale piazza Matteotti – affidata dal Comune all'archistar Mario Botta nel 2009 – potrebbe restare solo il sondaggio telefonico. Certo meno "ficcante" del referendum richiesto dai residenti e dall'opposizione comunale.

    Il consiglio comunale ha infatti respinto la proposta delle minoranze consigliari di realizzare, per lo slargo che affaccia su via Emilia, una consultazione popolare tramite una scheda compilabile dai soli residenti del centro storico. Le polemiche sono destinate a crescere, intorno a questo argomento, perché i residenti ovviamente rimangono sul piede di guerra essendo completamente contrari alla ristrutturazione voluta dall'assessore all'urbanistica Sitta in contatto con la Soprintendenza.

    L'assessore all'urbanistica Sitta in consiglio ha difeso la ristrutturazione e attaccato l'opposizione: «Si tratta di una sterile polemica politica e ricordo che all'architetto Botta è stata chiesta la garanzia di una quantità di verde pubblico superiore a quanto ora ci sia. Sono state inoltre accolte le proposte dei cittadini e le osservazioni della Soprintendenza. Penso che utilizzare lo referendum per una piazza significhi non avere il senso della democrazia e nemmeno il senso del ridicolo».

    Opposta invece l'opinione delle minoranze. A favore del referendum erano infatti i consiglieri del Pdl, mentre Pd e Sinistra per Modena si sono espressi contro lo strumento. «Il progetto di piazza Matteotti – spiega il Pdl Adolfo Morandi – prevede un parcheggio sotterraneo, l'abbattimento di piante ad alto fusto e l'abbellimento della piazza con giochi d'acqua. È nato però subito un comitato che si oppone a questo intervento, con l'obiettivo di mantenere il verde pubblico. I residenti del centro dovrebbero avere la possibilità di esprimere il proprio parere. In più dovrebbe essere un parere vincolante».

    L'altra ipotesi è appunto il sondaggio telefonico, che si dovrebbe fare a settembre: «Si tratta di un sondaggio al ribasso – spiegano Michele Barcaiuolo e Olga Vecchi del Pdl – e non si può pretendere che il parere di chi ha tempo di presenziare a un'assemblea valga di più di quello degli altri. Noi abbiamo chiesto una consultazione diretta dei cittadini anche per arginare il fenomeno che sta nascendo dei tanti comitati di protesta. In questo modo la città si ingessa perché tutti i progetti si fermano». Tranchant è infine Andrea Leoni, anche consigliere regionale per il Pdl: «A questo punto, cara maggioranza, non facciamo neppure il sondaggio telefonico. Colleghi di maggioranza, siete per il sostegno alla giunta o per la partecipazione? Avete una maggioranza blindata, se la città è bloccata è colpa vostra».

    La maggioranza sostiene invece l'assessore Sitta. Ingrid Caporioni e il capogruppo del Pd Paolo Trande: «In questi anni la Circoscrizione Centro storico si è impegnata per presentare e discutere le proposte in assemblee aperte a tutti e nel caso specifico l'architetto Mario Botta ha tenuto conto delle idee della gente modificando per ben tre volte il progetto. C'è bisogno di democrazia diretta, ma il referendum non risponde a una reale volontà dal basso e limita la consultazione ai soli residenti del Centro. Noi proponiamo un sondaggio aperto a tutti i cittadini».

    «Perché, colleghi di minoranza – ha chiesto Giulio Guerzoni del Pd – non sfidate la maggioranza in una consultazione su tutta la città, cercando di convincere i cittadini sull'importanza di partecipare?».

    23 luglio 2011

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