La società della famiglia Mantovani chiede i danni per la mancata realizzazione dell’impianto sul monte Cervarola
di Claudia Benatti
MONTECRETO
Seggiovia e parco eolico procurano nuovi grattacapi al sindaco di Montecreto, Maurizio Cadegiani. La Cimoncino srl, infatti, società che si era aggiudicato il bando per entrambi, ha avviato una causa civile nei confronti del Comune corredata da una cospicua richiesta di risarcimento; «una cifra importante» la definisce Gianni Mantovani, papà della più celebre Nicoletta, vedova di Luciano Pavarotti e proprietaria della società. Papà Mantovani preferisce non diffondere cifre, ma ammette che la richiesta non è indolore.
Approda così alle aule giudiziarie una questione che ha tenuto banco in Appennino per mesi: la mancata realizzazione del parco eolico (per il quale il Comune aveva già aggiudicato il bando ma i cui lavori sono stati bloccati dalla Soprintendenza e dal Consiglio dei Ministri), in previsione del quale la famiglia Mantovani aveva già fatto investimenti e aveva già pianificato introiti. Peraltro il parco eolico era legato a doppio filo alla gestione degli impianti di risalita, «per i quali già nel marzo scorso abbiamo inviato regolare disdetta» spiega Mantovani.
«I patti erano chiari, lo si leggeva nei documenti - prosegue Gianni Mantovani - le perdite legate alla gestione degli impianti sarebbero state compensate dagli introiti del parco eolico. Addirittura era stato specificato che se per il parco avesse vinto un gestore diverso da quello degli impianti, questo altro gestore avrebbe dovuto restituire una somma intorno al milione di euro, cioè il corrispondente di quanto erogato dalla Regione e “girato” dal Comune».
Era stata la Cimoncino srl ad aggiudicarsi entrambi i bandi, ma poi sono venuti meno gli introiti legati alle pale che sul monte Cervarola non vedranno mai la luce.
«Sappiamo bene che il parere negativo della Soprintendenza e il veto del Consiglio dei Ministri hanno messo in difficoltà anche il Comune - aggiunge Mantovani - ma d’altra parte noi, come privati, abbiamo partecipato a un bando pubblicato dal Comune confidando che il Comune stesso avesse le garanzie sufficienti per impegnarsi in una simile avventura. Evidentemente così non era e noi abbiamo calcolato le perdite subìte e i mancati guadagni, decidendo per la causa civile e la richiesta di risarcimento. Siamo però anche consapevoli che sarebbe meglio per tutti riuscire a sedersi ad un tavolo e trattare, cercando un accordo extragiudiziale che permetta alle parti in causa di chiudere la questione in tempi brevi e alla popolazione di sperare in una soluzione del problema che ancora c’è, quello degli impianti che non hanno più un gestore. Purtroppo il sindaco non si è fatto ancora sentire, non abbiamo ricevuto nemmeno una telefonata. Speriamo che la faccenda si sblocchi e che tutto si possa risolvere senza strascichi ulteriori».
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