Uno spettro si aggira per l’Europa: il Nuovo Realismo». Così il prof Maurizio Ferraris, ieri a Carpi. La lezione tenuta dal filosofo torinese ruota attorno ad una tesi che vuole ridare spazio al...
Uno spettro si aggira per l’Europa: il Nuovo Realismo».
Così il prof Maurizio Ferraris, ieri a Carpi. La lezione tenuta dal filosofo torinese ruota attorno ad una tesi che vuole ridare spazio al concetto di “realismo”. Ferraris demolisce le certezze dei postmoderni: «Specifiche contingenze storiche – spiega - hanno consentito la formulazione di teorie realistiche nuove. Dal postmoderno si è passati al populismo. E l’avvento dei populismi mediatici ha fornito l’esempio di un addio alla realtà per niente emancipativo, senza parlare dell’uso spregiudicato della verità come costruzione ideologica e imperiale da parte di Bush, che ha scatenato una guerra sulla base di finte prove».
Il principio di Nietzsche “Non ci sono fatti, solo interpretazioni”, diventa sempre più la giustificazione per dire e fare quello che si vuole. I fatti sono modellati dal potere; l’interprete diventa l’uomo più potente del mondo. «Se in politica si sostituisce l’elemento sociale con la fiaba – spiega Ferraris, con riferimento a Berlusconi – quest’ultima prende il nome di menzogna». Si evince così che esiste un reale che sta fuori degli schemi concettuali e che ne è indipendente: è in questo quadro che si definiscono le parole- chiave del New Realism: Ontologia, Critica, Illuminismo. «Ontologia significa che il mondo ha le sue leggi e le fa rispettare. È chiaro che per sapere che l’acqua è H2O ho bisogno di linguaggio, di schemi e di categorie. Ma l’acqua bagna sia che io lo sappia sia che io non lo sappia». Gli oggetti naturali esistono indipendentemente dai soggetti, mentre l’esistenza degli oggetti sociali dipende da questi. «Il realismo è Critica. Nella comprensione dello stato di cose esistente è inclusa, infatti, la negazione di esse». Infine, l’Illuminismo: «Oggi l’umanità deve compiere una scelta: continuare ad affidarsi alle favole; oppure svegliarsi e diventare maggiorenne». (sil.mar)