Il questionario di Cantiere Modena ha avuto 450 risposte I cittadini snobbano i mega-progetti a favore della vivibilità
di Saverio Cioce
Piazza Matteotti va bene così com’è, senza bisogno di faraonici progetti di ristrutturazione delle archistar internazionali. È questa la conclusione a cui è arrivato il consigliere comunale Sergio Celloni (Mpa) che ieri ha presentato i risultati di un questionario sul futuro prossimo del grande spazio in pieno centro a due passi dal Duomo e che dopo la chiusura del centro storico alle auto quaranta anni fa è sempre stato una spina nel fianco.
Costruita sin dall’inizio in base a un presupposto ideologico, perché serviva uno spazio per le adunate fasciste che fosse completamente in stile littorio, come testimoniano i palazzi anni Trenta ai lati, la piazza fu ricavata dalla demolizione di un quartiere medioevale. Il grimaldello per radere al suolo le case vecchie e fatiscenti fu naturalmente l’igiene pubblica e il decoro che portarono alla nascita dell’ex Piazza Impero che dopo la guerra fu ribattezzata col nome del deputato-simbolo assassinato dai fascisti.
«Oggi è uno spazio vuoto, abbandonato a sè stesso - commenta Celloni mentre indica con orgoglio i disegni e i progetti alle sue spalle preparati assieme ai sostenitori della sua ultima creatura politica, “Cantiere Modena” - Ai modenesi che si sono fermati da noi e che hanno accettato di rispondere alle domande abbiamo chiesto poche cose ma precise. Ad esempio, cosa vorreste nella piazza? Qual’è il problema più importante da affrontare al momento?»
Sui foglietti restituiti le dodici caselle corrispondenti ad altrettante ipotesi, cioè più verde o più sicurezza, sono state compilate diligentemente. A sopresa, nel bilancio delle prime 209 persone, solo tre persone hanno chiesto parcheggi mentre tutti gli altri hanno chiesto in blocco di volere più verde e più spazi per i bimbi, oltre naturalmente a una maggiore illuminazione. Ben 124 persone (ma va ricordato che siamo solo a metà campione) hanno chiesto che piazza Matteotti resti nella sua veste attuale, con i cubetti di porfido, gli alberi ormai cresciuti e le poche panchine sparse attorno agli spazi per l’area giochi e la giostra.
E i fattori di degrado? Il degrado, la sporcizia, la presenza di persone poco raccomandabili. «Da parte nostra - conclude Celloni - aggiungiamo che solo dopo la nostra denuncia sul degrado del chiosco sulle attività artigianali è stato rimesso a posto. Dunque perchè non mettere una o due strutture prefabbricate, ben inserite nell’ambiente e poco costose, come punti di ritrovo per conferenze o esposizioni? È quello che già si fa nel nord Europa. Si tratterebbe di piccoli elementi da 40-50 mila euro, che potrebbero anche rendere un po’ di quattrini al Comune e otterrebbero il consenso di tutti per rendere la piazza vivibile e frequentata sino a sera. Un vero salotto per la città».