“Occupy Modena” Scuole in tilt e attimi di tensione

Corni picchettato, stop al Guarini, il Polo Leonardo ci prova Vicepreside spintonato si ferisce ad una mano. Oggi il bis?

    di Marcello Radighieri

    Un istituto nelle mani degli studenti, altri cinque tentativi di occupazione e, dovunque, lezioni interrotte o che procedono a singhiozzo. È il bilancio della lunga giornata di mobilitazione delle scuole modenesi, dove non sono mancati momenti di tensione, come al Corni dove il vicepreside è stato spintonato e temporaneamente “spogliato” di telefonino e macchina fotografica. Il tutto all’insegna degli slogan del movimento “Occupy Modena”: «Perché noi non abbiamo alcuna colpa del debito pubblico - spiegavano gli studenti nei vari istituti - La colpa è delle banche e non è giusto che dobbiamo essere noi a pagare per i loro errori». Gli studenti contestano inoltre il pacchetto di riforme allo studio del governo Monti.

    La mattinata di ieri è iniziata con l’occupazione di entrambe le sedi dell’ Istituto Corni. Al polo Leonardo qualche decina di studenti è penetrata all’interno della scuola subito dopo l’arrivo dei primi inservienti e la conseguente disattivazione degli allarmi. Verso le 7,40, la maggior parte degli alunni sostava al di fuori dell’edificio insieme ad alcuni insegnanti e membri della presidenza, i quali hanno subito allertato le forze dell’ordine. Nel cortile si erano infatti formati piccoli capannelli composti da ragazzi e professori che discutevano della situazione. Se il comparto docente era compatto nel condannare il gesto, è vero anche che molti studenti manifestavano ostilità all’azione, soprattutto nelle classi quinte. L’obiettivo della protesta, che nelle intenzioni iniziali doveva essere portata avanti ad oltranza, era quello di informare sulla situazione economica e politica italiana. All’esterno dell’edificio è poi stata intavolata una trattativa tra i dirigenti scolastici e i dimostranti, con i primi che contestavano i metodi della protesta e proponevano uno spostamento delle attività d’informazione al pomeriggio, e i dimostranti che chiedevano invece di poter continuare l’occupazione almeno fino ad oggi, per poi valutare la risposta in termini di partecipazione degli alunni. Vista l’inconciliabilità delle due tesi, la contrattazione si è conclusa con un nulla di fatto, e verso le 9,15 due funzionari della Digos sono riusciti ad entrare accompagnati dalla preside e da alcuni suoi collaboratori. Questi sono riusciti a convincere i ragazzi ad interrompere la manifestazione, avvisandoli delle conseguenze che tale gesto avrebbe potuto comportare nei loro confronti. Gli studenti,300 secondo gli organizzatori e la metà secondo altre fonti, dopo essere usciti dall’istituto si sono recati allo skate-park situato nelle vicinanze del polo Leonardo per riunirsi in assemblea. Analogo svolgimento all’Istituto Guarini, dove, dopo un fallito tentativo di occupazione da parte di pochi studenti, circa centocinquanta alunni sono rientrati per un sit in pacifico davanti agli uffici dirigenziali, per «protestare contro il vicepreside che rifiuta costantemente di riceverci, negandoci anche alcune possibilità che sarebbero nostre di diritto, come le assemblee d’istituto». L’interessato ha accettato di incontrare una delegazione a condizione che la maggior parte dei manifestanti, circa 150 in tutto, uscisse nuovamente dalla scuola. Durante l’incontro però non si è riusciti ad arrivare ad un compromesso che potesse soddisfare le parti, per cui i manifestanti hanno scelto di uscire dal complesso scolastico e di riunirsi in assemblea nel parcheggio. Completamente diversa la situazione in largo Moro, dove gli alunni presenti all’interno dei due istituti – tecnico e professionale - erano decisamente di più, in un’atmosfera abbastanza caotica. Qui la sera l’occupazione è continuata nel solo Professionale e non al Tecnico. Gli studenti, che avrebbero intenzione di proseguire la protesta, forse con un’autogestione, sono entrati e si sono barricati dentro, picchettando le porte e impedendo ai professori l’ingresso. Il vicepreside Mario Noli, nel tentativo di entrare, sarebbe stato spintonato e si sarebbe schiacciato una mano. Non solo, ma gli sono anche stati requisiti cellulare e macchina fotografica (usati, secondo gli studenti, per “immortalare” gli occupanti) in seguito restituiti grazie all’intervento della polizia.

    Al Barozzi le lezioni sono iniziate regolarmente; gli studenti riferiscono però che durante la seconda ora i rappresentanti avrebbero chiamato gli alunni fuori dalle aule per un tentativo di autogestione. A quel punto sarebbe quindi iniziato il solito copione di trattative con la presidenza e con gli agenti della Digos.

    In serata al Polo Leonardo un secondo tentativo di occupazione, stavolta al Selmi, durato pochi minuti: polizia e Digos sono intervenuti identificando gli studenti e provvedendo allo sgombero. Per oggi si annunciano nuove proteste con modalità differenti da istituto a istituto.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    29 novembre 2011

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