Punta il coltello alla gola di un taxista e poi lo rapina

Vittima Giulio Neri, decano degli autisti mirandolesi Il malvivente è salito e dopo pochi minuti lo ha aggredito

    di Elisa Pederzoli

    MIRANDOLA

    Un coltello puntato alla gola e la minaccia di tagliargliela, se non avesse consegnato in fretta tutti i soldi. È la disavventura capitata a Giulio Neri. L'anziano, 85 anni, è a tutti gli effetti un'istituzione a Mirandola: da oltre cinquant’anni è titolare di un'attività di noleggio auto con conducente. La sua auto, una Mercedes station wagon nera, è sempre ferma accanto al teatro, pronta a entrare in servizio. A rapinarlo è stato proprio un cliente, che lo aveva contattato per un servizio. Il quale, mentre gli portava via soldi e telefono cellulare, gli diceva: “Anche io devo mantenere la mia famiglia…”.

    «Tutto è successo verso le 19.30 - spiega l'anziano - Ho ricevuto una chiamata per un servizio davanti al supermercato Lidl, sulla Statale Nord. Un uomo mi chiedeva di andare a prenderlo per portarlo alla stazione dei treni». Una scusa, un trucco, si scoprirà poi. In realtà, il vero obiettivo era attirare l'anziano conducente in una zona isolata. «L'ho caricato e si è seduto nei sedili posteriori, dietro di me - prosegue nel suo racconto l'uomo - Prima di portarlo in stazione, mi ha detto di deviare verso Fossa perché doveva fare un'altra sosta». Così, il Mercedes station wagon nero di Giulio Neri ha imboccato la strada di campagna che porta nella frazione concordiese. «È stato lì che a un certo punto mi ha detto di fermarmi. Senza che mi rendessi realmente conto di quanto stava accadendo, mi ha sorpreso da dietro, puntandomi un coltello alla gola e tenendomi fermo con le due mani. Ho davvero avuto paura di morire», confida l'anziano.

    «Mi ha detto: dammi tutti i soldi o ti taglio la gola» racconta. E a quel punto, l'85enne non ha potuto fare altro che estrarre dal suo portafoglio le banconote che aveva, all'incirca 180 euro. Il rapinatore gli ha preso anche il telefono cellulare, per impedire all'anziano di dare l'allarme troppo presto. «Mi ha detto che il giorno dopo me lo avrebbe fatto trovare alle Poste, ma naturalmente non ce l'ha mai portato. Sicuramente lo ha gettato in qualche fosso poco dopo avermelo preso.

    Dopo avermi rapinato si è fatto riportare verso il Lidl, poi è sceso ed è fuggito a piedi tra i capannoni" conclude l'anziano. A quel punto, Giulio Neri si è rivolto ai carabinieri della stazione di Mirandola. Sotto choc, profondamente turbato per quanto appena vissuto, ha dato l'allarme. I militari udita la storia hanno subito scatenato una caccia all'uomo nella zona. Le indagini proseguono serrate per arrivare presto all'individuazione del malvivente.

    «Era uno straniero - sottolinea Neri - dall'accento direi proveniente dall'Est. Mi ha detto: anche io devo mantenere la mia figlia. È stata davvero una brutta esperienza. In cinquant'anni di attività è la prima volta che mi capita una cosa del genere.

    Per fortuna il maresciallo e i carabinieri mi hanno tranquillizzato e mi hanno accompagnato a casa dopo quella brutta avventura. Ma me la sono vista davvero brutta».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    21 dicembre 2011

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