«Devo tanto a Milly Carlucci che mi ha convinto ad accettare questa avventura Dovevano essere solo quattro puntate: ora riconoscimenti da tutto il mondo»
CARPI
Il sabato sera il mattatore è ancora lui, Paolo Belli che, insieme a Milly Carlucci, conducono per l'ottavo anno consecutivo il programma di successo di Rai Uno “Ballando con le stelle”. Il musicista carpigiano, con la sua Paolo Belli Big Band, nell'ormai consueta veste di co-conduttore accompagna verso al vittoria i vip e i loro maestri di ballo.
Paolo, sei il mattatore del sabato sera. Cosa si prova?
«Grazie a Dio mi permettono di farlo. Devo ringraziare il pubblico perché da otto edizioni mi dà grandi soddisfazioni. Quando non piaci alla gente non duri così tanto. Noi abitiamo anni luce dalla televisione e invece se uno studia, si prepara e ha tanta fortuna riesce ad avere soddisfazioni. Devo dire grazie a Milly Carlucci che mi ha convinto a fare questo programma che all'inizio non mi convinceva. Dovevano essere solo quattro puntate e invece sabato abbiamo festeggiato l'ottantunesima. Che bel regalo mi ha fatto».
Molti consensi arrivano per la tua Big Band.
«In questo periodo stiamo avendo riconoscimenti da tutto il mondo. Con Rai International e l'avvento di internet tutti possono vedere il programma. Anche il disco sta andando molto bene tanto è vero che ha già raggiunto le 32 copie vendute in quindici giorni. La musica è la parte fondamentale della nostra vita. A Ballando assumiamo anche rischi quando cambiamo i pezzi ed i primi ad essere preoccupati siamo noi, ma la nostra Emilia Romagna si conferma forza trainante per la musica».
Come giudichi il cast di quest'anno?
«Molto positivo. I concorrenti sono rispettosi del nostro lavoro e non ci hanno mai cambiato una canzone: questo ci facilita il compito. Suonare cento pezzi ogni sabato non è cosa facile».
È guerra di ascolti con Italia's Got Talent su Canale 5.
«Se andasse sempre così sarei felicissimo. Forse come viene fatto il calcolo ci penalizza ma non ci interessa. Sapere di avere oltre cinque milioni e mezzo di spettatori è un successo straordinario».
I tuoi progetti futuri?
«Mi stanno chiedendo di fare una tournée mondiale ma in questo momento di crisi bisogna valutare bene i costi visto che siamo oltre venti persone. Vorremmo portare un pezzo di Modena anche all'estero. Sicuramente faremo una tournée italiana ed europea».
Questa la Big Band che accompagna Paolo Belli: Luigi Sacà (arrangiamenti e tastiere), Mauro Parma (batteria e piccole percussioni), Gaetano Puzzutiello (basso e contrabbasso), Giuseppe Stefanelli (percussioni), Paolo Varoli (chitarre), Enzo Proietti (tastiere, pianoforte e fisarmonica), Nicola Bertoncin (tromba), Fabio Costanzo (tromba), Vittorio Gualdi (tromba), Gabriele Costantini (sax), Marco Postacchini (sax), Matteo Pescarolo (sax), Daniele Bocchini (trombone), Pierluigi Bastioli (trombone), Sokol Prekalori (violino), Stefania Caracciolo, Valentina Ducros, Orlando Johnson, Luca Velletri e Lorenzo Bizzarri ai cori.
Nicola Calicchio