Formigine. Affidati in un mese quasi tutti i cani della fattoria lager di Cittanova Il comandante Rossi: «Ce ne sono ancora e riceviamo chiamate da tutta Italia»
di Serena Arbizzi
FORMIGINE
La larghissima maggioranza dei cuccioli sequestrati lo scorso novembre alla Fattoria delle Rose, tra Modena e Formigine, ha trovato casa. Sta infatti procedendo a gonfie vele l'adozione dei 356 cani liberati durante il blitz e che oggi si trovano in numerosi canili della provincia, tra cui quello di Formigine, ma anche a Carpi, Mirandola, Solara, Arceto e Reggio. Altri animali, a causa delle condizioni di salute particolarmente precarie, sono invece stati ricoverati all'interno di strutture veterinarie per essere curati.
Tra le prime ad interessarsi ai cani ci furono anche Rosita e Alessandra Celentano, rispettivamente figlia e nipote del Molleggiato che, pochi giorni prima di Natale, presero contatto col Comune di Modena.
«Abbiamo già affidato più di 300 cani, ne rimangono fuori una cinquantina perché bisogna completarne il dissequestro - spiega il comandante della polizia municipale di Formigine, Mario Rossi - È un ottimo risultato, ottenuto nel giro di un mese. Le richieste d'adozione per i cuccioli, alcuni dei quali di razze molto blasonate (golden retriver, yorkshire e maltesi), sono arrivate da tutta Italia. E nonostante i modenesi siano dimostrati molto interessati abbiamo ricevuto parecchie telefonate da Toscana, Lombardia, Torino e Roma. La speranza è quella di completare l'affidamento di tutti i cani nel giro di poche settimane».
La corsa all'adozione è stata inoltre accentuata dal servizio che Striscia la Notizia ha riservato al blitz di Cittanova, rilanciando l’operazione portata a termine da 38 agenti della polizia municipale e 4 veterinari.
Il blitz, come si ricorderà, era scattato dopo alcune segnalazioni di cittadini, che avevano acquistato cani senza microchip e di età inferiore ai due mesi, e dopo che due agenti del nucleo di polizia zoofila - per quell'intervento hanno ricevuto un encomio dal consiglio comunale - si erano finte clienti per acquistare alcuni animali.
«Abbiamo scoperto un lager. Ciò che abbiamo trovato, purtroppo, è andato oltre alle nostre previsioni - disse pochi giorni dopo il blitz il sostituto procuratore di Modena, Lucia Musti - Faremo in modo che persone simili smettano di lucrare utilizzando gli animali, in particolare cuccioli, che in questo caso hanno subìto di tutto: maltrattamenti dovuti alle pessime condizioni igieniche in cui vivevano e maltrattamenti dal punto di vista psicologico, come hanno potuto riscontrare i veterinari, ovvero stati di ansia e di paura».