Normalmente sono agricoltori, ma per alcune ore si trasformano in spazzaneve alla guida di potenti trattori con quattro ruote motrici e pale larghe due metri e mezzo. Un mestiere particolare che si...
Normalmente sono agricoltori, ma per alcune ore si trasformano in spazzaneve alla guida di potenti trattori con quattro ruote motrici e pale larghe due metri e mezzo. Un mestiere particolare che si svolge solo alcuni giorni in un anno, e quando il manto nevoso raggiunge i 5 centimetri si mettono al volante con un unico obiettivo, quello di rimuovere la neve.
Su tutta la città gli spazzaneve impiegati in questi giorni di emergenza sono stati numerosi, oltre 120, suddivisi per squadre e zone da pulire, seguendo una mappa disposta da Comune ed Hera. Gianni Poletti, dipendente in un'azienda agricola di Sorbara, è stato fra i protagonisti di questo intenso e necessario lavoro alle prese con i quartieri Sacca, Crocetta e San Cataldo. Quando entra in azione il fragore del suo mezzo rompe il silenzio del manto bianco, e tanti cittadini tirano un sospiro di sollievo, anche se in queste ore è il ghiaccio il principale problema. Infatti la neve abbondante caduta in questi giorni si è depositata sull'asfalto, e poi è stata compattata con il passaggio delle auto, formando dei lastroni di ghiaccio spessi alcuni centimetri in tante strade della città.
«Sulle tangenziali - spiega Poletti - questo problema non c'è più, mentre in molte strade secondarie e di quartiere questa situazione c'è ancora. Anche con le pale facciamo molta fatica a rompere lo spessore di ghiaccio, che diventa difficile da staccare dall'asfalto. C'è poco da fare, le pale si impuntano e il trattore sbanda. Adesso l'unica cosa da fare è avere pazienza, e aspettare che la temperatura si alzi».
Ogni squadra di spazzaneve si muove in coppia, seguendo uno schema ben preciso. Sulle strade più grandi un mezzo davanti apre il percorso, mentre l'altro che segue pulisce una corsia, spostando la neve al margine, poi si torna indietro: «Per fare questo lavoro - osserva Poletti - l'azienda agricola ha messo a disposizione i mezzi che normalmente vengono usati in campagna, mentre Hera ha fornito le pale per la pulizia delle strade». Completato il lavoro sui principali passaggi cittadini, è sempre Hera ad autorizzare l'accesso nelle zone abitate. «Le strade secondarie - continua Poletti - sono più strette e diventa difficile muoversi con questi bestioni perchè le auto sono parcheggiate ai lati, e le pale sono molto larghe. Serve tanta attenzione. Nei quartieri poi lo strato di ghiaccio che si è formato è difficile da togliere. Poi dobbiamo creare dei parcheggi per le auto, e per questo motivo facciamo degli ammassamenti di neve che in alcuni casi diventano delle vere e proprie montagne». Un lavoro lungo che però si deve misurare con tante situazioni diverse, come quella di un'automobilista finito in testacoda, e che con la sua auto di traverso in via Canaletto ha fermato per alcuni minuti l'azione dei potenti spazzaneve. E non mancano i furbetti del volante, che anche sulla neve e sul ghiaccio, con gomme termiche o catene, si cimentano in manovre rischiose sfidando il pericolo, come nel caso di un'automobilista alle prese con un sorpasso azzardato nei confronti del grande spazzaneve guidato da Poletti. Poi, ancora, una manovra al limite, uno slalom ad alta velocità fra i due mezzi al lavoro, effettuata da un automobilista alla guida di una piccola utilitaria. Un vero problema, secondo Poletti, che non usa tanti giri di parole per descrivere questi comportamenti scorretti: «Chi guida così è uno sconsiderato e rischia di fare degli incidenti con noi. Le auto non ci danno la precedenza e addirittura ci ostacolano nel nostro lavoro al servizio della collettività. Io nel corso degli anni ho visto tanti casi, come testacoda e auto nei fossi. Insomma manca la prudenza che servirebbe in questi casi», mentre la sera è diverso: «Lavoriamo meglio quando c'è meno traffico e quando le strade sono libere per fare le manovre che servono».
Marco Amendola