Operazioni con denaro sporco: i casi segnalati dalle banche sono aumentati dell’87 per cento. Raddoppiate le rapine
di Pier Luigi Salinaro
Le mafie stanno infiltrandosi nel tessuto economico modenese e per impossessarsene hanno sferrato un attaco al sistema bancario facendo confluire nelle casse degli istituti della nostra città e della provincia, masse di denaro sporco. Solo nel primo semestre dello scorso anno è quasi raddoppiato il numero delle segnalazioni di sospetto riciclaggio. E oltre a questo, sono aumentate le rapine. Due aspetti di un unico problema, «due mali oscuri che silenziosamente stanno divorando il sistema bancario dell'Emilia Romagna» sottolinea la Fiba (Federazione bancari assicurativi) che su “Legalità e antiriciclaggio” ha tenuto un convegno.
Modena è seconda in Regione solo a Piacenza per incremento delle rapine in banca. Agli undici colpi messi a segno nel 2010, ha risposto l'anno appena trascorso con 23 rapine e un incremento percentuale del più 109 per cento.
Ma il dato più sconcertante ed allarmante per la nostra città e la nostra provincia è quello relativo alle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, in sostanza quelle legate al riciclaggio di denaro sporco. Gli sportelli degli istituti bancari modenesi nel primo semestre dello scorso anno ne hanno segnalate 338, con un incremento rispetto all'anno precedente dell'87,8 per cento. Considerando che Bologna - unica provincia che supera Modena in questo dato - ne ha segnalate 501 e in tutta laregione il numero è 2.197, ben un quarto sono state le operazioni bancarie illegali tra Modena e Bologna. Un dato che la dice lunga sulle possibili infiltrazioni delle mafie nel nostro tessuto economico. Ancor più preoccupante e allarmante se si considera che Modena con Bologna, Reggio Emilia e Rimini, è tra le prime 15 province italiane per numero assoluto di segnalazioni. Dati talmente preoccupanti da indurre Marco Amadori, segretario regionale dei bancari della Cisl, a lanciare l'allarme. «Nel corso dell'anno appena concluso - ha sottolineato il dirigente della Cisl - si è registrato un drastico aumento del numero di rapine rispetto all'anno precedente (+ 13%) dopo circa un triennio in cui il fenomeno sembrava quasi sotto controllo. Numeri che assumono una dimensione di allarme sociale in alcune province come Piacenza (+225%), Modena (+109%), Rimini (+ 50%) e Bologna (+ 24%). Se a ciò si aggiunge che, al 30 giugno 2011, si sono avute già 2197 segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale, a fronte delle 1245 dello stesso mese dell'anno precedente, quindi con un aumento percentuale in un anno del 76,5% (contro un +58,2% a livello nazionale) e con Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rimini tra le prime 15 province italiane per numero assoluto di segnalazioni sospette, si può ben capire lo stato in cui versa il sistema creditizio regionale e il clima in cui sono costretti a lavorare i dipendenti degli istituti di credito».
«Certo - ha proseguito il segretario regionale dei bancari della Cisl - su entrambi i versanti, sia a livello nazionale, con la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti a partire dai 1000 euro, sia a livello regionale, con la recente legge regionale che finanzia progetti di cultura della legalità nel territorio, alcuni passi in avanti sono stati fatti, ma ancora non basta».
«Ora - ha concluso Amadori - è necessaria una grande assunzione di responsabilità da parte degli istituti di credito, delle istituzioni e della politica per perseguire con determinazione e nuovi mezzi la cultura della legalità e della sicurezza e il rispetto delle regole. Quantomeno lo stesso senso di responsabilità di cui hanno dato prova i lavoratori anche in questi giorni, quando, con la sottoscrizione del nuovo contratto collettivo di lavoro, pur di rimettere in piedi un sistema fortemente minato dalla "sbornia finanziaria, si sono resi disponibili a fare sacrifici non certo dovuti».