Da Buckingham il Gorky di Ann

Il blog della designer modenese Tamagnini si ispira ai cagnolini preferiti dalla regina Elisabetta

    di Maria Vittoria Melchioni

     

    Il variegato mondo dei fashion blogger propone diverse metodologie per raccontare la moda. La scorsa settimana abbiamo incontrato Sabrina Tassini che attraverso le foto dei suoi outfit (l’insieme di abiti, accessori, trucco e parrucco) ci ha dato preziosi suggerimenti su come creare ogni giorno abbinamenti diversi e pieni di stile, questo martedì andiamo alla scoperta di qualcosa di più concettuale assieme ad Ann Tamagnini e al suo blog “il Gorky Rosa” (www.ilgorkyrosa.com). Trent’anni, Ann è una designer modenese, nel vero senso di designer e non stilista, che si considera cittadina del mondo in virtù delle sue inclinazioni alle esplorazioni visive ed intellettuali proprie della sua professione.

    “Il Gorky Rosa” è un nome tutto da interpretare, cosa si nasconde dietro a questo mix di evocazioni?

    «Corgi è la razza canina che la Regina Elisabetta d’Inghilterra preferisce in modo assoluto e lei è il mio mito vivente che ho avuto la fortuna di incontrare, o meglio di “incrociare”, ad una esposizione di quadri a casa di un Lord a Londra. Tra questi quadri ce n’era uno dipinto da me e lei ne era interessata. È stata un’emozione grandissima, anche se il nostro incontro è durato pochi istanti. Il secondo rimando evocativo è al “Gronchi rosa”, il famoso francobollo che grazie ad un errore di stampa è diventato una rarità per collezionisti. Un po’ come il mio blog. Ovviamente la citazione principale è quella del film Gorky Park. Le mie creazioni sono la sintesi di una sommatoria di elementi scenografici, iconici, materici,quasi rappresentazioni teatrali della realtà che intendo produrre in funzione del committente. Attualmente la mia ricerca è improntata all’utilizzo della china nera, perfetta nella resa e luminosamente armoniosa. I miei ultimi progetti sono suscettibili di trasposizione su qualsiasi superficie, resi unici dalla precipua caratteristica di infinita scomponibilità dei medesimi oggetti ritratti in qualità di frattali. Applico il medesimo rigore anche nella realizzazione di dipinti di grandi dimensioni, caratterizzati dalla stessa scelta stilistica di originalità ed unicità. Tornando al mio blog di nicchia, “Il Gorky Rosa” vede la luce nel giugno 2011 come progetto moda ed editoriale, con marchio registrato, in funzione di una mia intuizione in merito alle innumerevoli variabili di applicazioni di una forma di comunicazione. I post son tutti concepiti come articoli preziosi, che narrano vite parallele ed universi immaginifici di creatori d’arte, qualsiasi forma essa sia».

    Com'è cambiata la tua vita da quando hai aperto il blog?

    «Mutatis mutandis, la mia vita ha subito un’evoluzione dal punto di vista delle pubbliche relazioni che vengono ad instaurarsi una volta che ti poni come canale di comunicazione. I soggetti da me interpellati si rivelano curiosissimi e molto disponibili a svelarsi ad un soggetto differente dal classico blogger birichino, incline alla superficialità o banalità che comunque caratterizza in gran parte questo tipo di attività. Vaglio infatti attentamente ogni richiesta che mi perviene al fine proprio di essere coerente con l’altissimo standard del blog. Ciò mi ha consentito anche la possibilità di entrare in luoghi altrimenti inaccessibili, quali la realtà della moda e dell’arte al loro massimo grado di espressione. Inoltre, grazie proprio al blog, ho avuto l’opportunità di conoscere Micaela Mazzoli di Loreal che mi ha chiesto di diventare la sua personal shopper».

    Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

    «Intendo trasferirmi a New York, l’unica città ad avermi colpita ed ispirata in ogni sua sfaccettatura. È come un magnifico diamante che attende unicamente il Maestro degli intagliatori. Pura luce, nessuna preclusione innovativa, disponibilità alla creazioni di sinergie. Esattamente come l’Italia... detto in modo sarcastico ovviamente. Sto studiando anche una linea di borse e gioielli firmati “Gorky”, per le quali sto vagliano offerte pervenutemi da alcune realtà imprenditoriali interessate alla realizzazione materiale dei miei bozzetti».

    Per un occhio attento come il tuo, non sarà quindi difficile rispondere alla nostra domanda di rito: come si vestono i modenesi?

    «Non voglio passare per diplomatica, ma preferisco dire solo che le modenesi, in particolare, sono perfettibili nella loro esternazione dei codici di abbigliamento e non aggiungo altro».

    Risposta molto bristish che troverebbe sicuramente il consenso della Regina Elisabetta.

    07 febbraio 2012

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