Liberalizzazioni, scontro Pini-Messori

L’assessore difende gli accordi a livello comunale, il dirigente degli industriali approva Monti

    Se l’apprezzamento nei confronti del nuovo governo tecnico presieduto dal professor Mario Monti è unanime, anche tra le istituzioni e parti sociali di Modena uno dei provvedimenti varati crea perplessità. Si tratta delle liberalizzazioni del commercio: una necessità da una parte per ripensare alla ristrutturazione di una settore per certi versi anacronistico ma parzialmente contrastante con l’accordo firmato a Modena tra tutte le associazioni di categoria, i sindacati e l’amministrazione comunale. «Il commercio tradizionale – è l’opinione del direttore generale di Confindustria Modena, Giovanni Messori – deve essere ripensato. Il provvedimento sulle liberalizzazioni adottato dal governo è un’innovazione, non vedo perché bloccarlo». Non è della stessa opinione l’assessore alle politiche economiche del Comune di Modena, Graziano Pini, che difende con convinzione l’accordo, siglato dalla sua amministrazione, nel quale si sanciva un preciso calendario di aperture domenicali, che non scontentasse nessuno, dalla grande alla piccola distribuzione e finanche la parte sindacale. «Il governo Monti – afferma l’assessore – rappresenta per noi la liberazione da un incubo. Sulle liberalizzazioni del commercio tuttavia io ho sempre detto, e lo ripeto, che liberalizzare non deve significare il Far West. Noi abbiamo cercato di spingere, con altre province dell’Emilia, la Regione ad attivarsi per modificare il provvedimento governativo e questo perché si potesse continuare a rispettare il nostro accordo, un esempio di concertazione con tutti gli attori interessati. Se fra due anni qualcuno mi verrà a dire che con una tale liberalizzazione sarà aumentata l’occupazione o diminuiti i prezzi, io dimostrerò il contrario».

    Il provvedimento del governo Monti viene definito invece una ferita dolorosa da Vanni Ficcarelli della segreteria provinciale della Cgil.

    «A Modena – afferma infatti il sindacalista – è stato firmato un accordo modello per quanto riguarda il commercio, un’intesa che è riuscita straordinariamente a mettere d’accordo tutti, dove si sono fissate regole congiuntamente e che garantiva comunque la liberalizzazione, ma in modo ordinato. Non possiamo essere certi che il provvedimento di Monti sia un’innovazione ma sappiamo che a Modena diventa una ferita dolorosa».

    08 febbraio 2012

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