Giovanardi spinge ed ottiene il rinvio, Bertolini e Barcaiuolo volevano farlo E tra i neoiscritti spuntano sostenitori di altri partiti come Fli o Lega Moderna
Che nel Pdl, in vista del congresso, tiri aria di bufera è cosa nota. In questo clima ci sta anche che l’appuntamento politico più atteso dell’ultimo anno slitti per la quarta volta consecutiva, quasi aleggi una sorta di maledizione sui seguaci modenesi di Berlusconi, Alfano, Gasparri, Cicchitto e Verdini: della serie “Questo congresso non s’ha da fare...”. La notizia del giorno è infatti che ieri pomeriggio il coordinamento nazionale ha deciso di rinviare l’appuntamento a data da destinarsi, si parla del 25 febbraio, in alternativa il 3 marzo. Il motivo è presto detto per venerdì e sabato si prevedono temperature glaciali e neve in abbondanza sulla città. La cosa renderebbe difficile agli iscritti, desiderosi di partecipare e di raggiungere l’hotel Una di Baggiovara sede congressuale per l’11 febbraio. Un rinvio che, a dire il vero, pare stesse a cuore principalmente a Carlo Giovanardi, Giampiero Samorì e Enrico Aimi. Nel senso che il loro elettorato, sulla base delle tessere è geograficamente collocato alle due estremità più lontane da Modena: la Bassa e l’Appennino. Si capisce come la maxi-nevicata con disagi sia in grado di gelare anche i più accesi bollori politici e quindi far registrare numerose defezioni. E in un congresso dove un voto potrebbe cambiare le cose... Meno problemi avrebbero avuto i sostenitori degli altri contendenti Bertolini-Leoni per Claudia Severi e Caselli e i ragazzi del Pdl per Barcaiuolo. Queste due componenti avrebbero insistito fino all’ultimo per svolgere il congresso, del resto Severi conta su tesserati soprattutto di Modena e Sassuolo, idem per Barcaiuolo, zone più vicine al capoluogo. Alla fine però, tutti hanno dovuto prendere atto che le previsioni sono scientificamente spaventose e se ne riparlerà più avanti. La cosa pare essere stata accolta con piacere anche a Roma, dove pare ci sia ben poco entusiasmio ad essere inviati a Modena come garante nazionale del regolare svolgimento del congresso. Nel senso che il desiginato (in lizza ci sarebbero stati Crosetto e Contento) non verrà a fare passerella, ma dovrà sudarsi la trasferta, visto che si prevede battaglia accesissima su ogni fase del congresso a suon di rispetto dei regolamenti e dei cavilli. E tra l’altro rimane ancora aperta la questione delle tessere, sulla quale soprattutto Isabella Bertolini ed Andrea Leoni non intendono indietreggiare di un passo. Come noto, hanno già denunciato al coordinamento nazionale del partito sospetti sulla regolarità della raccolta tessere in alcuni comuni. In particolare sei comuni sono sotto osservazione: Castelfranco, San Cesario, Ravarino, Nonantola, Bomporto, San Prospero, località in cui a fronte di voti elettorali non certo entusiasmanti e numero di abitanti limitati, tra l’altro parliamo di comuni “rossi”, ci sono stati picchi di iscritti elevati, neanche fossero tutti stati folgorati sulla vbia di Berlusconi. E allora si attende di sapere se tutti gli iscritti fossero al corrente di essere sostenitori del Pdl o se, come avvenuto in altre zone d’Italia (tanti i casi analoghi infatti emersi dal nord al su) ci sia chi è stato iscritto “a sua insaputa”.
Nel controllo degli elenchidegli iscritti non sono mancate curiose presenze, (o voti ingaggiati ad arte?) ora sub judice. Esempio: si va da esponenti di Fli ad altri con un passato o con legami ancora attuali con formazioni politiche di estrema destra o, cosa di ieri, aver scoperto che una iscritta Pdl è ora nel gruppo direttivo della Lega Moderna di Nicola Rossi. Insomma, per dirla con Veltroni: siamo del Pdl ma anche....
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