Il vicedirettore di Bper: «Il peggio è passato, grazie alla Bce è tornata la liquidità ma è limitata al breve termine»
L’accesso al credito, da parte di famiglie e imprese, è stato uno dei temi più caldi dell’Osservatorio della Gazzetta per monitorare la realtà del tessuto economico e occupazionale provinciale. Tra gli ospiti, non a caso, era anche Fabrizio Togni, vice direttore generale della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il quale traccia una disamina precisa del ciclo in cui siamo inseriti ancora oggi.
«Nel 2008 – afferma Togni – l’economia ha cominciato a subire gli effetti di una crisi che da finanziaria è divenuta produttiva. Oggi siamo ritornati a una fase di crisi finanziaria dovuta al debito sovrano che vede l’Italia, all’interno dell’Europa, possedere il più elevato stock di debito. Da luglio scorso il mercato è stato caratterizzato dal rischio credit crunch. Il tutto influenzato dall’anticipo di Basilea 3, dei cui parametri dobbiamo tenere conto già dal prossimo anno, un fattore che ha ulteriormente ristretto la liquidità e le possibilità operative delle banche». Fortunatamente, la Banca Centrale Europea – è lo stesso Togni a farlo presente – ha messo in campo azioni per ridare liquidità al sistema, come i rifinanziamenti straordinari a favore delle banche della durata di 36 mesi. «Questo ci ha garantito una maggiore stabilità – dice Togni – a partire da dicembre, che ci consente di seguire le imprese, soprattutto nel breve termine, mentre permane qualche difficoltà sul medio – lungo termine».
Ergo: il credito c’è ma, causa la carenza di liquidità, costa molto. Nonostante ciò Togni tiene a precisare: «Il nostro core business è il finanziamento a imprese e famiglie, ci sono 2mila miliardi di disponibilità per investimenti a medio-lungo termine che potremmo utilizzare senza modificare la nostra situazione. Ovviamente tendiamo a privilegiare progetti imprenditoriali seri, di aziende più strutturate, per esempio che esportano». I problemi tuttavia ci sono, soprattutto per il settore delle costruzioni. Anche le sofferenze bancarie non sono mancate, aumentando particolarmente nel 2009 per poi stabilizzarsi nel corso del 2011. Ad interpellare Togni anche l’assessore comunale alle politiche economiche, Graziano Pini, che si dice preoccupato per il fatto che sono stati messi in discussione, da parte di alcuni istituti di credito, strumenti come il Fondo innovazione, e Giovanni Messori che rimarca le lungaggini relative a processi di ristrutturazione del debito con costi troppo elevati. «Le banche – motiva Togni – sono costrette a rispettare determinate procedure, con annesse lungaggini, altrimenti potrebbero trovarsi implicate in procedimenti, anche penali». Un ultimo appunto sui mutui ai privati, che «continuiamo a fare – conclude Togni – ma non finanziando al 110% o a 30 anni. Riguardo i tassi, che si lamenta essere elevati, posso dire che è il mercato a decidere il costo». (f.b.)