Boom esponenziale del partito a Modena, caso unico in regione. Ancora scontro durissimo tra i big del partito. Leoni difende Bertolini, Berselli si schiera con Aimi
Un incremento del 487%. Il miracolo in casa Pdl c’è stato davvero e proprio sotto la Ghirlandina, secondo quanto anticipato dal corsivo del nostro direttore Antonio Ramenghi sul giornale di ieri. In vista del congresso Pdl, in programma sabato 25 febbraio all’Una Hotel, i tesseramenti raccolti nella nostra provincia sono quintuplicati: erano un migliaio nel 2010, sono diventati 5.800 nel 2011. Ad essere maliziosi, si potrebbe supporre che l’uscita di scena del governo Berlusconi abbia giovato l’elettorato azzurro più di quanto ci si potesse immaginare, conferendo al Pdl uno slancio che si è tradotto in un aumento generalizzato di iscrizioni.
Il “botto” c’è stato anche in altre province. A cominciare dal coordinamento di Bologna provincia, dove le 1.460 tessere del 2010 sono più che raddoppiate: 3.725, pari al +155%. Numeri alla mano, una situazione simile si incontra a Reggio, con un incremento del 204% (dai circa 800 iscritti del 2010 ai 2.680 del 2011), a Ravenna (+288%, con 1.165 nel 2011 contro i circa 300 del 2010) e nella provincia di Rimini (dal migliaio del 2010 ai 2.773 del 2011, pari al +177%). Aumenti che secondo alcune fonti interne sarebbero quasi fisiologici nell’anno del primo congresso democratico del partito. Tanto più se a contendersi la palma di guida provinciale c’è più di un candidato, come a Modena e nella vicina Reggio. Ma è partire da questi numeri che i candidati stanno affilando le armi per il rush finale. Numeri sospetti per la coordinatrice uscente Isabella Bertolini, che ha lanciato l’allarme su 600 nomi equivoci. Bertolini ora annuncia di aver inoltrato ai vertici nazionali anche un’altra richiesta di verifiche: «Tra i nuovi tesserati, ci sono esponenti di Fli, di Forza Nuova e di Lega Moderna – afferma - si tratta di una decina di persone che rivestono ruoli pubblici e non capisco per quale ragione, dopo aver svolto campagne elettorali per altri partiti, ora possano votare per eleggere il nostro nuovo coordinatore». Anche su questo appello, così come sul rischio infiltrazioni, sono attese risposte da Roma. Le attende la sua candidata, Claudia Severi: «Le segnalazioni non sono da sottovalutare – dice - Chiedo al partito di darsi da fare per avere chiarezza». Per Carlo Giovanardi, «il tesseramento è regolarissimo e noi non siamo un tribunale». Insieme al suo candidato Enrico Aimi, Giovanardi ha finora proposto la «non accettazione» per circa una ventina di nuovi tesserati, sulla base di criteri di «dubbia onorabilità»: «È compito di qualunque membro del direttivo provvedere a verifiche di garanzia – aggiunge Aimi – Abbiamo ricavato una lista di circa trenta nomi, poi divenuti una ventina nel corso delle successive verifiche: persone non gradite per inopportunità e quindi cancellate dal tesseramento». Alla finestra l’outsider Michele Barcaiuolo: «Mi auguro che tutti gli iscritti scelgano il coordinatore sulla base delle proposte. Dubbio infiltrazioni? È giusto chiedere verifiche, ma chi sa faccia i nomi». E nelle polemiche di questi giorni entrano anche i secondi. Come Fabio Mucci, candidato vicario di Severi: «Bertolini ha sollevato un legittimo dubbio». Per Alessandro Lei, candidato vice di Aimi: «Rispetto alle zone di provenienza, per Modena i dati parlano di 240 persone provenienti dal Casertano e 93 dalla Calabria. Credo che si facciano polemiche pretestuose». Andrea Leoni, in quota Bertolini, risponde alle accuse lanciate dal coordinatore regionale Berselli alla parlamentare modenese: «Se un coordinatore regionale arriva ad attaccare sul piano personale il vicepresidente dei deputati del suo partito perché ha segnalato anomalie, allora c’è davvero di che essere preoccupati». Berselli che replica seccamente: «Questo brutto clima lo ha creato Bertolini - attacca non sarebbe successo nulla se fosse stata più prudente e se non avesse infangato l’immagine dei non modenesi che vivono a Modena».