L’assessore Severi chiede conto a Fer dei continui disagi per i pendolari: «Non si può continuare così» E sulla metropolitana leggera: «Resto del parere che sarebbe un investimento utile per il territorio»
«Potenziare il treno per Modena, promuoverlo e fidelizzare i clienti; oppure dare seguito concreto al progetto di una metropolitana leggera che colleghi Sassuolo al capoluogo; oppre ancora togliere i binari, così almeno avremo la possibilità di ridisegnare la città, con una filosofia di mobilità diversa da quella attuale». Sono le tre opzioni che Claudia Severi, assessore all’urbanistica, avanza di fronte alla precarietà delle corse nella linea ferroviaria Sassuolo-Modena e viceversa. «Se Ferrovie Emilia Romagna vuole investire in questa tratta – continua Severi – deve mettere in atto tutte quelle iniziative che diano visibilità e facciano promozione verso i potenziali clienti che la percorrono. Deve sollecitare e fidelizzare la gente ad usarla con sistematicità. Altro che tagliare le corse. Altro che ritirare le carrozze perché non sono valide nel periodo invernale. Con il comportamento che c’è in atto in questi mesi, e non voglio fare riferimento solo a queste due settimane di maltempo, la gente si disamora. E cambia percorsi se non addirittura si sente costretta a utilizzare la propria auto». L’assessore, che di recente ha presentato un ordine del giorno sull’argomento in consiglio provinciale (che dopo discussione è stato approvato all’unanimità) parla anche di economie. «La linea non è economicamente valida – dice – tanto da diventare una priorità? Bene, facciamo seguire i fatti alle parole ed agli scritti nei piani di investimento poliennali regionali. Fatti come quello di trasformare la linea Sassuolo-Modena in una metropolitana leggera, che abbia corse a intervalli regolari, dando così soluzione ad un problema non attuale ma vecchio ormai di tanti anni».
E quello della metropolitana leggera è un vecchio pallino di Claudia Severi, che, conferma anche in questa occasione, potrebbe rinunciarvi se mancasse la volontà politica da parte di Fer ad un investimento che darebbe, in ogni caso, lustro alla viabilità extragomma. «Rimango sempre in prima linea per quella soluzione – aggiunge – ma se davvero da Bologna non arrivano segnali incoraggianti per un’attesa accettabile, allora è meglio tirar via le rotaie e farci una bella ciclabile che colleghi tutta la zona verso nord, da Sassuolo a Formigine e Modena. Una decisione che ci darebbe la possibilità di ridisegnare la città in quella parte di territorio, con una soluzione anche dal punto di vista ambientale non indifferente. L’importante che non continui lo strabismo dell’azienda, che rinvio dopo rinvio, continua a penalizzare la parte più debole dei protagonisti: i cittadini, studenti e lavoratori in primis. E non si mandino in fumo progetti che potrebbero vedere la luce lungo il tragitto, come ad esempio il sottopasso a Formigine ed altro ancora».
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