«Mai fatto sparire i soldi e non facevo di testa mia»

San Felice. Parla l’ex impiegata dello studio Molza accusata dai clienti degli ammanchi

    SAN FELICE

    «Se ho fatto degli errori non mi ricordo, ma non è vero che facevo tutto di testa mia. Io mi riferivo al signor Molza, con il quale avevo peraltro un rapporto ottimo».

    Risponde così l'impiegata indicata quale unica responsabile del pasticcio che ha fatto svanire versamenti di decine di migliaia di euro per tasse e pagamenti della clientela dello Studio Molza, clientela rilevata nei mesi scorsi dalla Uniced del gruppo Cna. Le accuse sono piovute addosso alla donna nel corso del confronto di due ore organizzato dalla Uniced e dagli eredi Molza con i clienti, molti dei quali a dicembre hanno iniziato a ricevere le cartelle esattoriali.

    La donna, che non era stata invitata alla riunione, ribadisce alla Gazzetta di non ricordare sparizioni di denaro o episodi insoliti pur avendo lavorato per trentotto anni allo Studio con un ruolo di supervisione. «Ho lavorato dallo studio fondato dal Conte Molza fino al 28 febbraio 2011 - continua - e non mi posso certo ricordare tutto quello che mi passava tra le mani, mentre cercavo di ascoltare le esigenze di tanti clienti e provvedere agli adempimenti che mi venivano richiesti. So solo che non prendevo certo nessuna decisione importante da sola, dipendeva da cosa dovevo fare. Quando avevo dei dubbi, comunque, mi rivolgevo al Conte, che era presente spesso».

    E di fronte ai disguidi e ai mancati pagamenti che vedrebbero come principale causa proprio la sua negligenza, secondo quanto affermato all'auditorium?

    «Se vedo di che cosa si tratta magari me lo ricordo. E, se ho fatto qualche errore, può capitare di sbagliare quando si lavora. Io so solo che in quel periodo ho passato anche dei momenti particolari, per mie vicende personali, ma non solo. Momenti difficili che sono durati anche dopo la morte del signor Molza».

    L’ex impiegata lascia intendere invece qualche problema nei rapporti con le altre dipendenti dello studio: «Ogni tanto si andava d'accordo, ogni tanto no, ma credo che si possa litigare nell'ambiente di lavoro».

    Nel frattempo, arriva anche la versione delle altre dipendenti dello stesso ufficio, rispetto a tutti i versamenti dello Studio che sono svaniti. Le ex colleghe precisano che si trovavano in una posizione di minore responsabilità. Non solo: si sono rivolte ad un legale, tramite il quale sottolineano la loro totale estraneità all’accaduto.

    «Mai maneggiato maldestramente denaro, vorremmo fosse chiaro che noi non avevamo alcuna responsabilità contabile, a differenza della capoufficio. È ingiusto e offensivo che si parli genericamente di un’impiegata». Nel frattempo continuano a fioccare nuove storie di persone ora in difficoltà per i pagamenti che non risultano effettuati a suo tempo dallo Studio. Come quella di un quarantenne che non può permettersi di pagare gli ottomila euro che l’erario ora gli chiede: «Anni fa, quando lo Studio di cui mi fidavo avrebbe dovuto pagare, avevo quei soldi sul conto. Ora non so come fare. La banca non me li presta».

    Serena Arbizzi

    11 febbraio 2012

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