Il calvario dei pendolari con la neve dentro i vagoni

Da Bologna a Modena ritardi fino a quattro ore, treni cancellati senza preavviso In stazione arriva dopo le 11 il regionale atteso alle 8. E senza riscaldamento

    Il controllore, impegnato al telefono a ricevere istruzioni, passeggia su e giù lungo le carrozze, in mezzo ai passeggeri seduti tra i piccoli accumuli di neve entrati dai finestrini. Qualcuno è rassegnato, altri con un moto di umanità invitano alla comprensione, altri ancora preferiscono non commentare. Fatto sta che ieri mattina, tra le 9 e le 11, chiunque abbia avuto intenzione di raggiungere Modena, partendo dalla stazione di Bologna centrale, non ha potuto far altro che aspettare pazientemente. Sui tabelloni e nei messaggi dello speaker, nessuna traccia dei tanti convogli che ogni mattina percorrono la tratta adriatica fino a raggiungere Milano, Parma, Piacenza. È il piano di circolazione che Trenitalia ha predisposto per fronteggiare l’emergenza neve, riducendo il numero di convogli in transito per cercare di lenire i disagi. Disagi che comunque anche ieri non sono mancati. Il regionale veloce 11528 delle 10.24, diretto a Piacenza via Modena, è stato annunciato in ritardo. All’improvviso, poi, è stato cancellato. Senza preavviso. Come cancellato, in virtù del piano neve, era già stato l’Intercity 580 delle 9.47, che in questi giorni non rientra proprio nei disegni di circolazione. Del regionale veloce 2064, anche questo diretto a Piacenza via Modena, nessuna traccia. Altrettanto per il regionale delle 9.33.

    Quasi tutti i viaggiatori diretti sotto la Ghirlandina potevano comunque contare sul treno delle 9.52. Ed infatti è lì che salgono in massa. Dal tabellone e dallo speaker annunciano che partirà con dieci minuti di ritardo. Poco male, se non fosse che pian piano il ritardo aumenta. Fino a quaranta minuti. È in quel momento che alcuni viaggiatori si avvicinano al controllore per avere lumi. Neanche il tempo di chiedere, che la voce dello speaker svela l’arcano. Bisogna cambiare treno: sul binario sette, è in attesa niente meno che il regionale veloce 2124. Doveva arrivare a Bologna alle 7.24, entra in stazione verso le 10.30, con oltre 185 minuti di ritardo. Le prime tre carrozze sono inagibili. La neve è entrata negli scompartimenti. Dalla quarta carrozza, invece, si può salire. Ma anche qui c’è la neve e i riscaldamenti non funzionano. «È la seconda volta oggi che trovo neve dentro il treno – dice un passeggero - Se d’estate dai finestrini entrano gli spifferi, d’inverno entra la neve. Ho cambiato treno tre volte e due erano anche senza riscaldamento».

    Benedetta Lugli e Maria Vittoria Ronchetti stanno cercando di tornare a Carpi, dopo qualche giorno a Madrid: «È stato un miracolo trovare un treno e l’unico che abbiamo trovato ha oltre due ore di ritardo – dicono - Ce lo aspettavamo un minino di disservizio, ma speravamo che le cose andassero meglio». Davide Bradanini è salito e sceso da treni che poi non partivano: «Sono due ore che aspetto – racconta – Ci hanno spostato su vari binari dicendoci che c’erano treni che partivano e invece non era vero».

    Fabio Colombo, invece, sta andando a Piacenza: «Fa freddo – dice – non mi era mai capitato di viaggiare in un treno congelato. Almeno oggi però sono stato fortunato: grazie a questo ritardo sono riuscito a prendere una coincidenza». Partita alle 7 e mezza da Roma, direzione Carpi, il viaggio di Antonella De Lorenzi non è stato invece dei più felici: «Siamo stati venti minuti sopra un treno che doveva partire, solo che poi ci hanno detto che il locomotore era rotto. Mi chiedo perché mai ci abbiano fatto salire, sapendo che era rotto. Per arrivare a Carpi devo prendere ancora un altro treno. Speriamo bene». Di fronte a lei, Roshita Fernando, proveniente dallo Sri Lanka: «Nel mio Paese – assicura - i treni funzionano, qualche problema c’è anche lì, ma di certo non a questi livelli». E mentre tra i passeggeri cresce una certa solidarietà per avere condiviso una ordinaria disavventura, dopo le 11 il treno approda finalmente a Modena. Ritardo ufficiale: 230 minuti.

    Evaristo Sparvieri

    12 febbraio 2012

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