I casi di annullamento di matrimonio sono sempre più complicati, cresce la litigiosità delle coppie e le dispute durano anche tre anni: nel 2011 emesse 154 sentenze
Nel giorno dell’apertura dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano, sono stati presentati i dati dell’attività del 2011. Il Tribunale ha sede a Modena e tratta unicamente le cause di nullità del matrimonio nel primo grado di giudizio, per il territorio delle diocesi di Modena-Nonantola, Carpi, Reggio Emilia-Guastalla, Parma, Fidenza e Piacenza-Bobbio. L’appello, nei casi in cui risulta necessario, si svolge invece a Bologna, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Felsineo.
Mons. Vittorino Tazzioli, Vicario giudiziale, ha commentato i dati del 2011: “La tendenza alla diminuzione del numero delle cause presentate, registrata fino al 2010, sembra arrestarsi, anche se i primi mesi del 2012 ci riportano alle rilevazioni degli anni precedenti”. Sono162 le cause entrate nel 2011: 10 da Carpi, 4 da Fidenza, 47 da Modena, 45 da Piacenza (quasi il doppio rispetto alle 25 del 2010) 22 da Parma e 34 da Reggio Emilia. Le cause trattate complessivamente sono 299 (erano 321); 154 quelle definite con sentenza (contro le 173 del 2010): di esse 148 le affermative e 6 le negative. Sospese o abbandonate nel corso dell’iter si contano 8 cause, quelle pendenti a fine anno sono 137.
“Complessità delle cause e litigiosità delle parti – conferma mons. Tazzioli – sono in costante aumento, con percorsi che arrivano anche a tre anni. Ma l’estrema conflittualità si discosta spesso dalla ricerca della verità. Questi dati sono rilevati allo stesso modo nelle cause civili e in altri Tribunali ecclesiastici italiani. Quindi diminuisce il numero delle sentenze che siamo in grado di emettere ogni anno”.
Per quanto riguarda le motivazioni delle sentenze di nullità, esclusione dell’indissolubilità del matrimonio (concesso 70 volte come capo di nullità) ed esclusione della prole (78 volte) si confermano come le ragioni prevalenti, seguite da quelle che don Vittorino definisce le “malattie della volontà”, ovvero il difetto nella discrezione del giudizio e l’incapacità psichica di assumere gli oneri del matrimonio. “C’è un’incapacità diffusa di assumere impegni e responsabilità: molte persone sono abituate ad avere tutto e senza mediazioni. Bisogna voler amare, e l’amore richiede impegno e sacrificio”.
Mons. Tazzioli, nel ringraziare tutte le persone che permettono lo svolgimento di questa importante opera pastorale, ha poi passato la parola a don Ugo Borghello che in un intervento dal titolo “Legami di sabbia” ha evidenziato quali sono oggi i principali ostacoli alla tenuta del matrimonio ed alcuni percorsi pastorali possibili.
L’Arcivescovo mons. Lanfranchi, ha sottolineato come anche la giustizia del Tribunale è uno strumento che manifesta l’amore di Cristo per l’uomo. Infine ha dichiarato aperto il nuovo anno giudiziario.
L’Albo degli avvocati presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano comprende 32 professionisti; moti di loro sono anche avvocati rotali, possono quindi patrocinare in tutti i tribunali della Chiesa. Per un accordo tra i due vescovi, sottoscritto dai presidenti, gli avvocati del tribunale di Modena possono patrocinare presso quello di Bologna e viceversa. Il costo della causa, per l’attore della causa presso il Tribunale, è di € 525, la metà per la parte convenuta: il costo è stabilito dalla Conferenza Episcopale Italiana.
Anche gli onorari degli avvocati sono stati stabiliti da un decreto della CEI, entrato in vigore nel giugno dello scorso anno. Per il processo di primo grado e per il processo d’appello si va da un minimo di € 1.575 ad un massimo di € 2992. Quindi anche il diffuso pregiudizio che “basta pagare per avere nullo il matrimonio” è una diceria da sfatare.