Alcol allo “student party” Sedicenne all’ospedale

Formigine. La festa in discoteca finisce con un ricovero e numerosi malori Genitori infuriati: «Biglietti venduti da alunni delle superiori, una vergogna»

    FORMIGINE

    Un sedicenne all’ospedale e molti altri studenti in stato di forte alterazione. È successo al termine di una nottata in discoteca. E arrivano lettere di protesta e segnalazioni dalle famiglie che si sono ritrovate figli giovanissimi pieni di alcol al termine dello “Student party” di sabato scorso alla discoteca Mamma Orsa di Formigine. Una serata organizzata dallo stesso locale tramite i suoi pr e dedicata agli studenti delle superiori, dai 16 ai 19 anni. A sentire i partecipanti e le loro famiglie l’ampia disponibilità di alcolici, specialmente per i gruppi che avevano prenotato un tavolo, non era prevista né conosciuta. «I biglietti - spiega la famiglia di uno dei ragazzi - sono stati venduti tramite studenti degli istituti scolastici del territorio. I prezzi erano anche alti, sui 20-25 euro, ma abbiamo dato l’assenso credendo che si trattasse di un evento adatto ai minorenni. Al momento dell’uscita dalla discoteca però, abbiamo appreso dai nostri figli che sui tavoli c’erano cestelli contenenti analcolici ma anche e soprattutto spumante, vodka e altri alcolici. I nostri figli non parteciperanno mai più, ma crediamo che quanto accaduto si debba sapere». Uno dei partecipanti alla festa, sedicenne, è rimasto vittima di un collasso ed è stato portato fuori dal locale in stato di incoscienza. Portato all’ospedale di Baggiovara, aveva un tasso alcoolico di 2,8, come conferma un’altra segnalazione arrivata alla Gazzetta dalla famiglia: «Non si è reso conto di quanto stava male, ma nessuno intorno a lui era in grado di aiutarlo. Troppo giovani, troppo inesperti, troppo su di giri e confusi». «È spiacevole quanto è accaduto - spiega la direzione del Mamma Orsa - ma noi siamo i primi interessati a combattere il fenomeno dell’eccesso di alcoolici. Avere ragazzini ubriachi nel locale e all’esterno non ci dà vantaggio né economico né di immagine. Collaboriamo con le forze dell’ordine che erano presenti anche sabato. Abbiamo prezzi più alti per le serate a rischio come quella, dove i trentenni pagano pochi euro di ingresso e i giovanissimi ne pagano 16 con una consumazione, o più di 20 per i tavoli, come deterrente al consumo smodato. Non possiamo però seguire qualche centinaio di ragazzi uno per uno e quello che eccede capita sempre. Abbiamo anche aumentato il servizio d’ordine, impediamo l’ingresso a chi si presenta in stato di alterazione, facciamo uscire quelli che risultano fuori controllo. Purtroppo i giovani non sembrano più sapersi divertire senza bere, ma è facile dare la colpa alla discoteca mentre ci sono molti soggetti da coinvolgere, dalla famiglia alla scuola alle leggi stesse, che permettono di servire alcolici a un sedicenne». «Non ho mai autorizzato vendita di biglietti né pubblicità di queste feste a scuola - spiega Salvatore Manco, preside del liceo Formiggini, frequentato da tanti partecipanti alla festa - e faccio sempre portare fuori i volantini che lasciano in giro. Escludo che vengano venduti all’interno e ho sempre telefonato anche per far togliere il nome del liceo quando è stato incluso nelle pubblicità». (g.b.)

    23 febbraio 2012

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