Il segretario Cgil ieri a Modena: «Fiom ha ragione, non può essere l’azienda a decidere chi rappresenta i lavoratori»
Riforma del mercato del lavoro, articolo 18, precariato. Sono temi toccati ieri mattina, alla facoltà di Giurisprudenza in occasione dell’intervista-dibattito con Susanna Camusso, segretario nazionale della Cgil. Studenti e ricercatori hanno interpellato la numero uno dell’organizzazione sindacale sollevando problemi che animano il mondo del lavoro. Tema d’esordio la riforma del mercato del lavoro. Rispondendo al presidente del Consiglio Mario Monti, il quale ha affermato che la riforma andrà avanti «con o senza l’accordo delle parti sociali», Camusso ha affermato: «Io penso che minacciare non serve mai, dopodiché noto che non è neanche una particolare novità. Il presidente del Consiglio questa cosa l'ha detta molte volte, noi continuiamo a insistere sul fatto che su una materia così complessa com'è l'ingresso al lavoro e come sono gli ammortizzatori è bene fare un accordo». Un accordo che non dovrà cancellare la «norma di civiltà» che è l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, «una norma deterrente – prosegue la Camusso – contro i licenziamenti discriminatori, una norma che in forme differenti esiste in tutti i Paesi». La stessa norma che ha rafforzato i motivi che porteranno a scendere in piazza, il prossimo 9 marzo, le tute blu della Fiom/Cgil, in questi giorni intenta a procedere con le denunce ex articolo 28 per condotta antisindacale contro le aziende del gruppo Fiat, tra cui le modenesi Maserati, Ferrari e Cnh. «Credo che la denuncia – commenta la Camusso – andrà a buon fine e che vincerà il rispetto delle regole, perché non può essere che sia l’impresa a decidere quali sono le organizzazioni sindacali che possono stare in azienda e quali no».
Ma il perno è stato il tema del precariato, di fronte al quale l’intento della Cgil è di affermare due principi cardine: ridurre le forme di ingresso nel mercato del lavoro e rendere il lavoro flessibile più oneroso. In questo la città di Modena ha il suo poco lusinghiero ruolo. A evidenziarlo è stato Claudio Riso, responsabile mercato del lavoro e giovani di Cgil Modena, che ha affermato: «Dal 2008 la situazione nel mercato del lavoro è cambiata, siamo passati da un tasso di disoccupazione fisiologico del 3%, all’8-9%, che aumenta se si considerano i cassintegrati. Ma non è tutto. In questo scenario sono aumentati anche gli avviamenti precari: quattro su cinque». «Ci hanno raccontato – ha detto Camusso – che con la flessibilità saremmo cresciuti a dismisura. Non è così. Quello che noi rivendichiamo è che si riducano le forme di ingresso nel mercato del lavoro ad apprendistato e contratto di inserimento. L’elemento che ci divide dalla soluzione è la certificazione della formazione. Le imprese pensano che la formazione sia lavorare, mentre dovrebbe essere la commistione tra lavoro e istruzione. Ma soprattutto chiediamo che il lavoro flessibile costi di più. Bisogna introdurre delle forme di sanzioni e trasformazioni dei rapporti di lavoro per quei lavoratori a partita Iva che spesso sono in realtà subordinati. Dobbiamo porre attenzione al sistema dei voucher che stanno sostituendo il lavoro subordinato. Strano poi osservare l’esplosione del lavoro a chiamata in concomitanza con le visite della Guardia di Finanza». Non a caso, tiene a precisare la leader della Cgil «il lavoro che stiamo facendo anche in questa trattativa con il governo è per ridurre la precarietà e determinare gli elementi di tutela poi probabilmente ragioneremo anche di come, in una stagione di crisi come questa, i giovani hanno pagato il prezzo più alto».
Felicia Buonomo