Il procuratore: «Anche in Emilia c’è più consapevolezza sulle infiltrazioni»
Più che un salto di qualità c’è una consapevolezza di una presenza sempre maggiore del crimine organizzato. Oggi si incomincia a capire e indagare meglio. Si sono accesi i riflettori». È il pensiero del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso in risposta a chi gli ha chiesto di commentare l’ipotesi di un salto di qualità della criminalità organizzata in Emilia-Romagna.
Grasso ha incontrato in Procura a Bologna tutti i magistrati della Direzione distrettuale antimafia: poi, all’uscita, si è fermato con alcuni cronisti che gli hanno ricordato come il procuratore aggiunto di Modena, Lucia Musti (per cui proprio lunedì sera è stata disposta una forma di tutela dalla Prefettura di Modena dopo un incontro con le forze dell’ordine) avesse parlato, poco tempo fa ad un dibattito, di un salto di qualità delle mafie in regione. «Non a caso la posizione della dottoressa Musti viene fuori da un’attività investigativa - ha spiegato Grasso riflettendo sulla maggiore incisività delle indagini - attività che ha portato a rappresentare questa situazione. Che peraltro, per quel che dice il collaboratore, era già stata bloccata. C’è una mafia che capisce che, attaccando i rappresentanti delle istituzioni, si fanno saltare tutti gli affari. Diceva Sciascia nel 1970 che la linea della palma col tempo va salendo - ha poi ricordato Grasso - nel senso che i cambiamenti climatici porteranno la palma, che è tipica del Sud, ad essere sempre più presente al Centro e al Nord. E questa similitudine che sembrava paradossale negli anni ’70 ora sta diventando attualità».
L’intervento del magistrato siciliano giunge a poche settimane dall’istituzione della sezione emiliano-romagnola della Dia (dato che l’ufficio principale della Direzione investigativa resterebbe quello di Firenze) chiesta a gran voce da magistrati, politici e società civile anche a fronte delle pesanti infiltrazioni mafiose in regione. Ora per l’apertura della sede si parla di aprile ma mancano ancora i locali. L’ipotesi più probabile è che venga aperta negli uffici di via Barontini, dove opera il giudice di pace. Intanto ieri la Musti è tornata al lavoro, come tutti i giorni. (c.g.)