Prestiti “allegri” per cento milioni di euro: risponderà di truffa
Si aprirà il 17 maggio davanti alla terza sezione penale del tribunale di Milano il processo all’ex direttore Carife Gennaro Murolo, per anni direttore generale della Cassa di Risparmio di Mirandola, tra i promotori della BancaModena e oggi residente a Modena. È accusato di truffa ai danni della banca per i disastrosi finanziamenti, attraverso Vegagest, dei progetti immobiliari dei fratelli Siano, a Milano e Segrate. Il sostituto procuratore di Milano Gaetano Ruta, ha depositato il decreto di citazione diretta a giudizio che consente di “aggirare” l’udienza preliminare e arrivare subito a dibattimento davanti al giudice monocratico.
Diversa sorte è toccata all’ex presidente Carife Alfredo Santini e all’ex vicedirettore (nonché dirigente responsabile dei crediti Carife), Giorgio Tomasi, per i quali il pm ha chiesto l’archiviazione. Richiesta che in ogni caso dovrà essere valutata dal gip all’udienza preliminare, ancora da fissare. Nel mirino della procura sono finite le operazioni immobiliari Santa Monica a Segrate e MiLuce a Milano, entrambe riferite alle società immobiliari dei fratelli Dante e Luigi Siano. Operazioni ad alto rischio che hanno potuto contare su generosissimi crediti da parte della Carife. Allo scopo tramite la finanziaria Vegagest erano stati creati due fondi dedicati, Aster per Santa Monica e Calatrava per MiLuce. Dai fondi speciali era partito un fiume di denaro che ha portato l’istituto di credito a iscrivere a sofferenza oltre 100 milioni di euro e ad arrivare sull’orlo del dissesto finanziario. Il fondo Aster, secondo la tesi accusatoria, era diventato un immenso bancomat a cui avevano potuto attingere i Siano con il loro gruppo Commerfin e le controllate lussemburghesi Oderfin, Sarl e Ic Sa «appositamente costituite - scrive il pm - per la realizzazione di operazioni immobiliari». A dividere con Murolo l’imputazione di truffa ai danni della Carife sono infatti, oltre ai già citato fratelli Siano, anche Nadia Mangiarotti e Mirko Leo (Commerfin), Giorgio e Aldo Magnoni (gruppo Sopaf) e Sandro Bordigoni (Navir).
Tutti sono accusati, scrive il pm nel decreto di citazione a giudizio, di aver «realizzato un ingiusto profitto grazie a plurime erogazioni di finanziamento da parte del predetto istituto di credito, utilizzando con sincronia nelle forme di manifestazione artifici e raggiri». L’ex direttore Murolo avrebbe «abusato della funzione ricoperta in seno alla Cassa di Risparmio di Ferrara e agli enti beneficiari dei finanziamenti» per realizzare «un ingiusto profitto». Il pm ripercorre poi l’emorragia di denaro dal fondo Aster alle società immobiliari, esponendo la banca a un pauroso indebitamento. Basti pensare che le società immobiliari ricevevano i finanziamenti per poter comprare quote dello stesso fondo Aster. Di più, aggiunge il pm: era sempre Carife, tramite il fondo Aster, a comprare dai Siano il terreno su cui costruire l’area ex Cascina Boffalora a Segrate. Quando questa emorragia di denaro era in atto (Carife copriva l’89% delle fonti di finanziamento), Carife «concedeva al gruppo Commerfin nuova finanza» con una delibera d’urgenza firmata nel 2007.
(Alessandra Mura)