Nasce un telefono amico per imprenditori in crisi/ Rivedi il convegno

Dopo i gesti estremi dei giorni scorsi Cna e Ausl puntano sulla prevenzione Un servizio pronto ad ascoltare i disagi psicologici ed economici e ad aiutare

    di Evaristo Sparvieri

    Imprenditoria e suicidi. Il drammatico binomio che sta rivelando uno degli aspetti più terribili della crisi getta la propria minacciosa ombra anche nel Modenese: una provincia finora immune da quei gesti estremi che hanno indotto nel 2012 già circa quaranta imprenditori a togliersi la vita, di fronte a difficoltà apparentemente insormontabili, come accessi negati al credito e rischi di fallimento.

    Ed è proprio per evitare che nel nostro territorio avvengano pericolosi fenomeni di emulazione che la Cna e il Dipartimento di salute mentale dell’Ausl hanno organizzato “Che nessuno si senta solo”, un servizio di supporto psicologico per gli imprenditori alle prese con disagi personali ed economici. Dal 1° giugno, il martedì dalle 14 alle 17 e il venerdì dalle 10 alle 13, sarà attivo il numero 059.435917, al quale tutti gli imprenditori modenesi sull’orlo della disperazione e i loro familiari potranno rivolgersi, incontrando dall’alta parte della cornetta personale sanitario qualificato in grado di dare il giusto contributo per uscire da stati depressivi e scongiurare l’irreparabile. A spiegarne i contenuti, è Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di salute mentale: «A questo riferimento telefonico risponderà un professionista del dipartimento che, verificando la sussistenza di elementi che necessitano di essere approfonditi sul piano psicologico, sociale o tecnico-imprenditoriale, inoltrerà le informazioni a servizi specifici. Come Dipartimento, inoltre, abbiamo reso disponibile un ambulatorio dedicato una volta alla settimana proprio per questo tipo di interventi». A livello nazionale, i numeri parlano imprenditori che si sono suicidati con una media di uno ogni quattro giorni. Due episodi anche nella vicina Bologna, prosperoso capoluogo della ricca Emilia che mai aveva conosciuto anni bui come questi. «Campanelli d’allarme? – aggiunge Starace - Innanzitutto la sensazione di tristezza, la difficoltà a proiettarsi in un futuro caratterizzato da certezze e possibilità di investimenti emotivi, il distacco che i familiari possono percepire rispetto a comportamenti normalmente calorosi: sono segnali da intercettare per tempo. Spesso gli imprenditori in difficoltà vivono una paralisi emotiva: sanno cosa fare ma non hanno capacità per agire. Per questo è necessario che ci sia qualcuno che funga per loro da supporto». Secondo i dati del dipartimento, su undici mila pazienti presi in carico nella nostra provincia sono oltre tremila i soggetti interessati da stati depressivi: «Anche qui a Modena ci sono stati già casi di imprenditori che si sono rivolti al dipartimento per problemi di depressione. Ma non sono l’unica categoria: anche operai o persone di altra estrazione, comunque coinvolte nel periodo di instabilità economica. Per questo, prima di giungere a eventi estremi come comportamenti suicidari, intendiamo porre un argine a situazioni che prendono normalmente la strada del disturbo d’ansia, dell’insonnia o del disturbo fisico». E che la categoria dei liberi professionisti sia una delle più esposte ai rischi, lo confermano anche il responsabile delle politiche economiche Cna, Andrea Tosi, e il vicepresidente provinciale dell’associazione, Marco Gasparini: «Mai come ora arrivano mail e telefonate di imprenditori in difficoltà, spesso anche in lacrime di fronte a circostanze alle quali non sanno come reagire – afferma Tosi - Come Cna, attraverso i 50 nostri sportelli sparsi nel territorio, ascoltiamo centinaia di imprenditori con problemi di liquidità aziendale. Oltre agli interventi messi in campo sul piano associazionistico, abbiamo pensato di attivare anche questo servizio, ottenendo la pronta collaborazione dell’Ausl e del suo qualificato personale, che ringraziamo». Alla presentazione del servizio, anche l’assessore alle politiche economiche Francesca Maletti, che ha ricordato le misure messe in campo dall’amministrazione in termini di contributi alla casa e al pagamento delle utenze per famiglie in difficoltà, ricordando l’importanza della rete dei servizi sociali. «L’imprenditore è capofamiglia due volte – sostiene Marco Gasparini, vicepresidente Cna – in casa e nella sua impresa, nel legame affettivo che lo lega ai familiari, alla sua attività e ai dipendenti. Ci siamo resi conto che spesso ci sono concause nei disagi psicologi domestici e lavorativi. Non si tratta solo di questioni di pagamenti o di difficoltà ad onorare i debiti. Con questa iniziativa vogliamo che le segnalazioni ricevute non rimangano sotto traccia».

    11 maggio 2012

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