«In autunno riavremo i nostri ospedali»

La conferenza territoriale fa il punto sulle strutture: Carpi e Mirandola avranno la priorità. E al Policlinico si medita su una riorganizzazione

    Ospedali di Mirandola e Carpi di nuovo operativi entro l’autunno, un ospedale di Baggiovara che continuerà a fare gli straordinari e un Policlinico di Modena al quale si continueranno a chiedere grandi sforzi nonostante alcuni problemi logistici dovuti al trasferimento di alcuni reparti, che andranno ripensati in ottica futura.

    È un quadro complicato quello della sanità modenese di sostegno alle popolazioni terremotate. E se lo straordinario impegno degli operatori non è in discussione, qualche domanda in più nasce sulle strutture e sugli investimenti futuri. Il Pal, piano attuativo locale, che è appena stato licenziato n on potrà passare indenne al terremoto. Se la risposta della politica è stata molto decisa - «con questo sisma saremo ancora più concreti nel realizzare le scelte fatte sul Pal» ha detto il sindaco di Modena Giorgio Pighi - quella dei tecnici è stata molto più realista. Mariella Martini, neo direttore generale dell’azienda Usl, non ha nascosto che un ragionamento sugli investimenti dovrà essere fatto e che le risorse «si spera ci siano: c’è fiducia ma non possiamo esprimere la certezza delle risorse in questa fase». Licia Petropulacos, direttore generale del Policlinico, ha ammesso che la struttura del Policlinico «ha elementi di certezza, la struttura è sicura e si aspetta l’ultima parola del comitato scientifico antisismico della Regione che dovrà dare una risposta definitiva su come riorganizzare il contesto disomogeneo dell’ospedale». Questo avverrà nelle prossime settimane, nel frattempo i reparti del 6, 7 e 8 piano restano trasferiti in una situazione che non è quella ottimale.

    E se ad ammettere due situazioni critiche sono proprio due dei dirigenti regionali maggiormente quotati e vicini all’assessore alla sanità Carlo Lusenti, c’è da aspettarsi un futuro di decisioni difficili, dove il Pal dovrà per forza essere riaperto. Basti pensare che l’unica certezza, ad oggi, doveva essere la casa della salute di Finale, con stanziamento di oltre due milioni di euro, con data 2014. Di strada da fare, insomma, ce n’è tanta. A partire dalle dichiarazioni di matrimonio tra Baggiovara e Policlinico fatte ieri dopo il sisma: avremmo voluto sentirle qualche anno fa, quando era una guerra senza esclusioni di colpi e quando forse, anche alla luce di quello che è successo nelle ultime settimane, andava fatto un ragionamento più approfondito per i locali del Policlinico, di fatto ridotto a un cantiere perenne da ormai più di dieci anni. Ma questa è un’altra storia.

    Martini si dice «fiduciosa» nel ripristino della maggior parte dei servizi degli ospedali di Carpi e Mirandola (oggi inagibili a causa dei danni del sisma) «entro l’inizio dell’autunno». A seguito delle due scosse del 20 e 29 maggio, sono state evacuate dagli ospedali e trasferite ben 700 persone, a cui vanno aggiunti oltre 1.700 anziani non autosufficienti e disabili ospitati nelle strutture protette danneggiate o in abitazioni non più sicure.

    Martini fa anche sapere che oggi la situazione è difficile anche per molti dipendenti: su 6.100 operatori dell’Ausl, oggi 1.450 operano fuori dalle proprie sedi (il 24%), a cui si aggiungono 50 medici di medicina generale. Nelle zone terremotate, la maggior parte degli ambulatori di medicina generale e dei pediatri di libera scelta sono stati seriamente danneggiati: a Mirandola, su 98 presidi 73 sono stati dichiarati inagibili, mentre a Carpi gli inagibili sono 23 su 99.

    Complessivamente, in seguito al terremoto, la rete ospedaliera pubblica provinciale è passata da 2.450 posti letto attivi a circa 1.800. Per rispondere all’emergenza le aziende sanitarie locali hanno rivisto le dotazioni e le priorità di ricovero di tutte le strutture della rete, disponendo il sostanziale blocco delle attività programmate di tipo internistico e di quelle chirurgiche differibili. Attualmente, giorno per giorno, viene monitorata la disponibilità residua di posti letto ed è stato promosso un incontro con la sanità privata accreditata, con la quale, nei prossimi giorni, verrà stabilito un piano d’intervento mirato per aumentare il numero di letti immediatamente disponibili in caso di necessità. Con l’Hesperia Hospital di Modena, ad esempio, si è già trovato un accordo per mettere subito a disposizione del servizio sanitario locale dieci posti letto di cardiologia e cinque monitorati. È aumentato il lavoro dei centri di pronto soccorso: dal 3 all’11 giugno gli accessi sono stati oltre 5.000. In circa il 25% dei casi si è trattato di persone provenienti da zone terremotate. L’incremento totale degli accessi rispetto a una situazione ordinaria è stato del 15%. Per quanto riguarda i costi aggiuntivi per la spesa sanitaria, Mariella Martini, fa sapere che «non c’è una stima precisa», ma che in ogni caso è previsto che quelli per l’emergenza non incidano sulla spesa corrente, e che comunque verranno rimborsati.

    «È stata una prova difficile, che ha dimostrato tuttavia quanto sia stata vincente la scelta di un sistema provinciale strutturato a rete, e il ruolo centrale dell’ospedale di Baggiovara. Passata, si spera, la fase dell’emergenza più acuta - aggiungono i due presidenti della Conferenza Territoriale Sanitaria Emilio Sabattini e Giorgio Pighi - si sta lavorando adesso alla riorganizzazione dei servizi, a fronte di un quadro di danni consistenti alle strutture sanitarie dell’area nord della provincia. Ma l’obiettivo è quello di ripristinare al più presto la funzionalità degli ospedali di Mirandola e Carpi, riprendendo il disegno strategico di riorganizzazione dei servizi della programmazione provinciale».

    Chiude Licia Petropulacos: «Dobbiamo ringraziare tutti gli operatori che stanno lavorando e allo stesso modo concentrare tutte le nostre energie sulla ripresa dell’attività. I trasferimenti dei piani alti che sono stati fatti, hanno avuto solo un’attenzione precauzionale».

    Davide Berti

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 giugno 2012

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