I colpi in quattro appartamenti di via Lugli hanno “fruttato” bottini ingenti Utilizzata una chiave per aprire porte blindate e forzieri. Telecamere fuori uso
La banda del “grimaldello bulgaro” continua a colpire in città. Dopo i quattro appartamenti svaligiati la scorsa settimana in via Del Bramante, oggi tocca all’elegante complesso immobiliare che si trova in via Carlo Lugli, dietro l’ex Cremeria. Il raid dei ladri sembra la fotocopia dell’ultimo colpo di cui dicevamo: quattro appartamenti svaligiati e altrettante casseforti a muro aperte senza alcun tipo di forzatura. È la dimostrazione che a Carpi c’è una banda che sa come entrare nelle abitazioni nonostante porte blindate, allarmi, telecamere...
Ma andiamo con ordine. Il colpo multiplo è stato messo a segno verso la mezzanotte di domenica scorsa. I malviventi sono entrati in una palazzina e in quella hanno svaligiato i quattro appartamenti. I residenti di tre erano usciti pur rimanendo in città, un’altra famiglia, invece, era in vacanza.
«Siamo dovuti rientrare in fretta e furia - raccontano - così oltre al danno delle ferie saltate, abbiamo anche dovuto subire il furto di oro per circa 8mila euro oltre a una somma in contanti. La cosa che ci ha più stupiti è che sia la porta blindata, sia la cassaforte sono state aperte come se i banditi avessero le chiavi».
E tra i residenti ora esplode anche una protesta. «Perché - si chiedono - l’impianto pubblico di videosorveglianza installato nel piazzale non ha registrato le immagini?».
Alle forze dell’ordine, infatti, i derubati hanno chiesto se potevano essere d’aiuto le immagini della videocamera, ma a loro è stato risposto appunto: «Purtroppo l’impianto è rotto». E i residenti si sfogano con la Gazzetta: «Ma che senso ha - commentano - spendere soldi per la videosorveglianza se poi non viene fatta funzionare a dovere? Lo scriva, ci sentiamo presi in giro».
I malviventi, a quanto pare veri professionisti, sono in possesso di chiavi che aprono praticamente tutto. Intanto le porte blindate: aperte e richiuse come avrebbero fatto gli stessi residenti. Poi le casseforti a muro, aperte come fossero dei normalissimi cassetti. Così in meno di due ore hanno svuotato gli appartamenti facendo sparire soprattutto preziosi e contanti per, complessivamente, alcune decine di migliaia di euro.
«Evidentemente - continuano i derubati - sapevano dove cercare. A casa nostra sono andati diretti in camera da letto per cercare l’oro, poi hanno individuato la cassaforte. Per aprirla con calma, hanno anche appoggiato al muro una sedia. La cosa che ci fa imbestialire - concludono - è che la compagnia d’assicurazione ci ha detto che non abbiamo diritto ad alcun risarcimento perché porta e cassaforte non sono state forzate: e noi denunciamo l’assicuratore...».
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