Il White Stadium del 1908 è stato abbattuto, ora c’è la sede della Bbc dove è stata conservata solo la linea del traguardo
di Davide Berti
LONDRA - Una strada chiusa, una linea bianca con una scritta, il cui significato è sconosciuto ai più. Ecco ciò che resta a Londra di Dorando Pietri, l'uomo che 104 anni fa fece commuovere la città e la regina. Un passo indietro -Siamo andati a cercarlo, e qualcosa abbiamo trovato del fornaio di Carpi che nella maratona di quell'anno colse la sconfitta più famosa di sempre. Eliminato dopo essere stato aiutato sul traguardo - si dice da Sir Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, l'uomo che nella foto pubblicata qui sotto tiene in mano il megafono - la regina Alessandra, quasi impietosita, decise di adottarlo regalandogli personalmente una coppa d'argento. Quella è custodita a Carpi, qui a Londra Dorando è uno dei tanti campioni che la storia dello sport ha reso famoso. O meglio aveva.
La fermata mancata -Oggi la maggior parte degli inglesi ha dimenticato questa storia. Dorando Pietri si sarebbe dovuta chiamare la seconda fermata, partendo da est, della District Line, quella che taglia la città in due in senso orizzontale. Doveva essere un'iniziativa del comitato organizzatore e, invece, forse anche saggiamente, le fermate della metro sono rimaste coi nomi originali per evitare caos al traffico più di quanto non ce ne sia già normalmente.Figuriamoci per una Olimpiade dove tutti si guardano intorno per capire dove andare. Così la fermata è rimasta Upminster Bridge e per vedere stampato da qualche parte il nome di Pietri bisogna andare dal capo opposto di Londra.
Lo stadio abbattuto -Linea rossa della metro, la Central Line. Viaggiamo con la canadese Joelle Noumanville, appena giunta dodicesima nella prova su strada di ciclismo. Dorando non le dice niente. Per lei un po' di shopping, per noi una ricerca decisamente più complicata. Siamo diretti a White City, periferia ovest di Londra, tra cantieri e recuperi urbanistici. Qui, 104 anni fa, sorgeva il White City Stadium, quello dove Pietri entrò pensando che la maratona sarebbe stata sua. "Io non sono il vincitore della maratona. Invece, come dicono gli inglesi, io sono colui che ha vinto ed ha perso la vittoria". Così scriveva Dorando Pietri sul Corriere della Sera il 30 luglio 1908. Aveva ragione.Lo stadio di quell' Olimpiade, White City, inaugurato da re Edoardo VII insieme ai Giochi, non c' è più. L' hanno demolito il 22 settembre 1984 per allargare la cittadella della Bbc. Dove Dorando barcollava in quegli ultimi trecento metri di agonia sportiva, oggi si legge il telegiornale più seguito d'Inghilterra.
Dorando, questo sconosciuto -Il rettilineo del traguardo è una colata di cemento e acciaio dove si levano studi e uffici, redazioni e sale tecniche. Ai lati non c'è più il pubblico, ma negozi. Di Italiano un take-away che serve piatti della nostra tradizione. Questi sarebbero da dimenticare (le lasagne somigliano a un blob), non Dorando. Ci guardiamo intorno, fermiamo un ragazzo che con passo spedito e cartellina della Bbc sotto al braccio procede verso l'ingresso. E' Paul Sanach, tecnico di produzione, che sta passando da un edificio all'altro per un meeting. A lui chiediamo di Dorando: «Dorando who?». «Chi?». «Ahhh, the marathon». Si imbarazza, ci porta sotto l'ala Est della cittadella Bbc, quella che costeggia la superstrada verso l'aeroporto di Heathrow. «Eccolo», ci dice.
Traguardo tagliato -Davanti a noi i cinque cerchi olimpici campeggiano sull'ingresso. Sotto, scolpito come sulla pietra, il medagliere delle Olimpiadi del 1908. C'è anche segnata la medaglia d'oro di Alberto Braglia. Sotto i nostri piedi si apre la linea bianca che ricorda il punto d'arrivo della maratona del 1908. A terra c'è scritto: “This is the site of the finishing line of White City Stadium wich hosted the 1908 Olympics”. Ovvero: “Questo è il luogo del traguardo dello stadio di White City che ospitò le Olimpiadi del 1908”. Da allora solo il nome è rimasto a caratterizzare il quartiere, tanto che chi lavora in questa zona del complesso della Bbc dice di trovarsi a White City come se fosse una vera cittadella. Questa volta, 104 anni dopo, non passa la maratona olimpica. Qui sulle strade non ci sono le transenne per i tifosi ma i cartelli “robbery alert” che mettono in guardia dagli scippi. Qui il pettorale 19 che fu di Pietri non passerà.
Senza via d’uscita -Abbiamo trovato il traguardo, ma non Dorando. Ma dov'è Dorando? Paul non conosce questo pezzo di storia. Ci manda da un addetto alla sicurezza. Dorando non sa chi è - ancora «Dorando who?» - ma ci indica una via, Dorando Close. Finalmente vediamo il cartello. La strada costeggia la zona Ovest del colosso Bbc, parte dalla caserma del quarto reggimento dei paracadutisti, costeggia un distributore Esso e termina in uno dei meandri del colosso televisivo. «Tale è il potere di una buona “story” che per ogni mille persone che conoscono il nome di Dorando, forse nemmeno una sarà in grado di dire chi fu il vincitore ufficiale della Maratona di Londra». Così dichiarò Harold Abrahams, campione olimpico dei 100 metri nel 1924. E allora, anche se Dorando, qui, se lo sono ormai dimenticati, possiamo consolarci così, pensando che nessuno ricorda nemmeno lo statunitense Johnny Hayes che vinse, mentre da White City torniamo a Stradford, nel cuore dell'Olimpiade che 104 anni dopo è dalla parte opposta della città.
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