E Bocelli annuncia: proprio oggi mi sono diplomato al Conservatorio con 30
Musica, emozioni, un'atmosfera speciale come se da dietro il sipario potesse riapparire lui, Luciano Pavarotti, che in questo teatro era di casa. Ma a raccogliere il testimone della sua arte c’erano i ragazzi ai quali, fino a pochi giorni prima di morire, ha cercato di trasmettere la sua arte, il suo amore per la lirica e per la musica come ponte tra generazioni e tra generi diversi.
È stata una bella serata quella vissuta ieri sera al Comunale, gremito in ogni posto, per uno spettacolo dal carattere familiare come era nelle intenzioni di Nicoletta Mantovani, per raccontare l'universo musicale di Pavarotti .
C’era la lirica rappresentata da una squadra composta da 6 tenori, 2 soprani, un mezzo soprano e un baritono con un padrino d'eccezione come Andrea Bocelli a duettare con loro. Il mondo del rock e del pop rappresentato da amici, artisti internazionali come Zucchero, Jovanotti, Elisa, Jeff Beck e il maestro Ennio Morricone a fare da ponte tra i due generi.
Purtroppo la serata ha perso uno dei suoi “grandi”, a causa di una caduta infatti il soprano Montserrat Caballè non ha potuto essere presente ed ha inviato, letto sul palco, un messaggio di vicinanza con promessa di essere presente alla prossima occasione.
E avrebbero voluto essere presenti anche Bono e Sting, amici fraterni del tenorissimo. «Purtroppo – ha spiegato Nicoletta – Bono ha provato a spostare impegni precedentemente presi ma non ce l'ha fatta. Sting è in studio di registrazione. Chissà, un altro anno, se questa sera funzionerà».
La serata è stata dominata dalla musica, con l'orchestra filarmonica Italiana a dominare il palcoscenico, allestito in modo semplice con un maxi-schermo sul fondale che per tutta la durata dello spettacolo ha trasmesso le immagini dei momenti artistici principali di Pavarotti. In platea oltre agli ospiti istituzionali e degli sponsor, uno spaccato del pubblico del tenore: ragazzi con t-shirt e logo di Batman seduti accanto ad melomani in abito scuro. Tutti uniti dalla musica.
La serata, condotta con il consueto stile sobrio da Fabio Fazio, si è aperta dopo l' “Intermezzo” dell'orchestra dall'Amico Fritz di Mascagni con una bella sorpresa: l'attore Giancarlo Giannini ha letto il prologo a “Vincerò”. Una lettera ipotetica scritta all'ultima delle sue figlie Alice (presente ed emozionata in sala) che racchiude l'uomo Pavarotti, il suo mondo, la sua vita artistica ed umana. Parole, quelle lette da Giannini introdotte da un audio con la voce inconfondibile di Pavarotti che racconta ai giovani di come un cantante deve sempre “avere la bava alla bocca” e la voglia di migliorarsi, recita dopo recita.
E poi via, il decollo con le voci dei giovani artisti della scuderia Pavarotti: dietro le quinte erano decisamente i più emozionati. Tra la “Gelida manina” di Puccini, “Una furtiva lagrima”, “Questa o quella”, “O' sole mio” presentato da Alice, il “Lucean le stelle” si è idealmente percorsa una cavalcata tra le opere più amate da Pavarotti: Bohème, Elisir d'Amore, Rigoletto, Tosca. «Questa è una delle loro grandi occasioni – aveva detto nel pomeriggio Nicoletta – Noi diamo loro la possibilità di dimostrare il loro valore su un palco, davanti a una platea importante». E a giudicare dagli applausi si può dire che l'esame è stato superato. Particolarmente applaudito il quartetto con Andrea Bocelli che ha duettato insieme a Pervin Chakar, Simona Todaro e Andrea Zaupa in “Un dì se ben rammentomi” dal Rigoletto. Applauditissimo Bocelli reduce, udite udite, dall’esame di canto al conservatorio: «Voglio conseguire il diploma - ha detto - Ho trovato una buona commissione... Ho preso 30. Sono un po’ stanco, ma dovevo esserci per la mia grande ammirazione e riconoscenza verso il maestro».
Poi con il tema di Deborah eseguito dall'orchestra diretta da Morricone si è aperta la parte con i Friends. E le emozioni non sono mancate. A cominciare dalla voce di Pavarotti udita risuonare in Miserere con Zucchero, o dai due brani di Jovanotti “Le tasche piene di sassi” e “Baciami ancora” che insieme all'orchestra assumono una dimensione molto coinvolgente. Splendida come sempre Elisa, anche lei in versione orchestra con “Eppure sentire” e “Una poesia anche per te”. Ed infine spazio a un omaggio a Lucio Dalla, con Caruso proposta senza voce, con la sola chitarra di Jeff Beck. E poi ancora Beck in duetto con Zucchero nella splendida “Dune mosse” fino ad arrivare al gran finale con “Buongiorno a te”. Applausi scroscianti per tutti e nel complesso una serata in cui la bella musica ha in parte cancellato la malinconia per una grande voce che ci ha lasciato. E chissà che questa non diventi la nuova formula del memorial Pavarotti. Ogni anno il 6 settembre nella sua Modena.
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