Se la persona deceduta non contribuisce al sostegno della famiglia non ci sarà nessun altro indennizzo
Millenovecento euro di assegno funerario: è quanto l’Inail ha riconosciuto ai familiari di Nicola Cavicchi, 35 anni, morto al lavoro sotto le macerie dello stabilimento della Ceramica Sant’Agostino, nel Ferrarese, crollata nel terremoto di domenica 20 maggio. Lo ha reso noto - riferisce la stampa locale - il padre del giovane, Bruno, che ha incontrato a Bondeno il presidente della Commissione d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato, Oreste Tofani, impegnata ieri in una serie di audizioni nei luoghi del sisma, tra le province di Modena e Ferrara. «Ai familiari delle persone morte sul lavoro - ha riferito Bruno Cavicchi - non spetta nessuna somma di denaro se il parente deceduto, in questo caso mio figlio, non contribuisce al sostegno della famiglia». Il giovane operaio (morto assieme a un collega, Leonardo Ansaloni) non era padre di famiglia, non aveva dunque moglie e figli da mantenere. «Con 1.900 euro - ha aggiunto - non ci abbiamo pagato nemmeno i santini. Sto pensando di portare quell’assegno al prefetto».
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