In 150mila per aiutare l’Emilia ferita CRONACA DELLA GIORNATA

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    di Evaristo Sparvieri

    REGGIO

    REGGIO. L’epicentro della solidarietà. Dopo una lunga attesa, finalmente è arrivato il giorno di Italia Loves Emilia, il megaconcerto al Campovolo in favore delle popolazioni colpite dal terribile terremoto del 20 e 29 maggio: un sisma che ha messo in ginocchio la nostra terra, che questa sera proverà a rialzarsi grazie al ritmo della musica italiana. Tredici i big sul megapalco, allestito nel giro di un paio di giorni: Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Jovanotti. E poi Ligabue, Litfiba, Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero e Zucchero. Tutti insieme per l’Emilia terremotata, per dare il via alla ricostruzione di una o più scuole distrutte. Cancelli aperti a partire dalle 9 di questa mattina, per uno spettacolo che inizierà intorno alle 20. Ma le note della solidarietà hanno già cominciato a risuonare nei giorni scorsi, quando gli artisti sono arrivati a Reggio e hanno dato vita alla girandola di prove. La scaletta del concerto è top secret e verrà svelata solo poche ore prime del debutto. Ma sono molti i reggiani che vorrebbero vedere in apertura di concerto un bel pezzo dei Nomadi, la band di Novellara che è stata in prima linea nell’organizzazione del Concerto per l’Emilia di Bologna, il primo megaevento di solidarietà con il quale sono stati già devoluti 2,5 milioni di euro per i terremotati. Ieri, intanto, a Reggio è arrivato Jovanotti direttamente da New York, dove è impegnato nella promozione del suo primo album made in Usa “Italia 1988-2012”. Tra le canzoni provate, “Il mio nome è mai più”, il singolo realizzato nel 1999, insieme al nostro Ligabue e ai Litfiba, per dire basta alla guerra in Jugoslavia. Ma non solo Jovanotti è stato il protagonista delle prove, con le note delle canzoni dei 13 big che durante il pomeriggio hanno risuonato per tutta la città fino a tarda sera. Sul palco o negli hangar, si sono alternati anche i Negramaro (hanno provato L’immenso, Mentre tutto scorre, Via le mani dagli occhi, Parlami d’amore e Un passo indietro), Renato Zero (che ha intonato I migliori anni della nostra vita), Tiziano Ferro (Per dirti ciao, Sere Nere, La differenza tra me e te) e Luciano Ligabue. Il rocker di Correggio ha provato alcuni dei suoi brani storici: Urlando contro il cielo e Non è tempo per noi. Oltre ai cantanti, tuttavia, i veri protagonisti del concerto saranno i circa 150mila spettatori attesi oggi a Reggio, molti dei quali sono già arrivati in città e, muniti di tende, si sono accampati alla ricerca di un posto in prima fila, magari proprio sotto il palco. Anche ieri mattina, in stazione, uomini della polizia e dei carabinieri erano impegnati a smistare le persone, conducendole verso il sottopassaggio. Tutta la città è comunque tappezzata di cartelli. La direzione è sempre la stessa, quella di tutti i megaeventi che vedono lo zampino del Liga: il mitico Campovolo. Ma l’arrivo della carica dei 150mila porterà inevitabilmente disagi. Anche per questi motivi è stato predisposto un piano traffico ad hoc, con la chiusura di diverse strade nei pressi di via Adua, via dell’Aeronautica, via del Chionso, proprio a ridosso dell’area dell’ingresso e del ritiro dei biglietti. Rimozioni forzate in piazzale Atleti Azzurri d’Italia, via Piemonte, piazzale Marconi. In occasione del concerto, le Farmacie Riunite fanno sapere che garantiranno il servizio grazie all’apertura di una parafarmacia proprio all’interno dell’area concerto. In particolare la parafarmacia sarà dotata di un vasto assortimento di farmaci da banco, come ad esempio analgesici e farmaci per il mal di gola. Anche la parafarmacia sarà in servizio a partire dalle 9 di questa mattina. E mentre Campovolo diventa una città nella città, continua da parte delle forze dell’ordine la caccia ai bagarini che, in spregio al valore solidale della manifestazione (gli artisti partecipano senza percepire alcun compenso) cercano di vendere gli ultimi biglietti rimasti anche a prezzi superiori di 4 volte il loro costo. Per lasciare Reggio una volta ultimato il concerto, Trenitalia ha messo a disposizione treni speciali. Per muoversi in città, invece, ci saranno navette. Ma una cosa è certa: qualunque sia la destinazione, ciascuno dei 150mila spettatori sarà consapevole di aver partecipato ad una tappa importante: quella del lungo viaggio verso la normalità e la ricostruzione.

    21 settembre 2012

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