Togliere i videopoker? Impossibile

Fiorano. Le reazioni dei baristi della zona dopo la rapina alla Caffetteria Angolo

    di Silvia Alonzo

    FIORANO. Dopo il colpo ai danni della Caffetteria dell’Angolo di Fiorano, messo a segno lo scorso sabato da due malviventi che hanno preso di mira le macchinette dei videopoker intascandosi un bottino di 600euro, cresce la paura tra gli esercenti dei bar della zona, bersagli sempre più facili della criminalità. Al centro del problema sono proprio videopoker e slot machine, scambiati dai malviventi per ghiotti “salvadanai” da svuotare indisturbati sia di notte che di giorno. «Da nove anni gestiamo questa attività e prima ancora avevano un bar nel centro di Fiorano – spiegano i titolari del Bar Sport in via Circondario San Francesco, di fianco all’IperFamila – ma gli episodi di furto sono sempre avvenuti durante la notte. Grazie alla presenza della farmacia e del supermercato la zona viene pattugliata con molta frequenza dalle forze dell’ordine, per questo almeno di giorno possiamo stare più tranquilli». Sulla proposta di eliminare i videopoker, lanciata dalla caffetteria rapinata sabato in pieno giorno, i titolari del Bar Sport annuiscono: «Qualora fossimo tutti d’accordo nell’eliminarle dai nostri locali, ben venga. Togliere le macchinette a macchia di leopardo non lo riteniamo invece giusto, perché altrimenti la clientela “affezionata” all’utilizzo dei videopoker si riverserebbe negli esercizi che hanno deciso di mantenerli». Per evitare che gli eventuali aggressori si impossessino di un bottino cospicuo, il Bar Sport ha adottato l’accorgimento di svuotare sempre le macchinette prima della chiusura. Paradossalmente, nonostante il periodo di crisi, la dipendenza dal gioco non accenna a fermarsi. Lo sanno bene le casse dello Stato. «Per la piccola percentuale che resta agli esercenti – sottolineano dalla caffetteria rapinata – non vale la pena essere aggrediti...». Tuttavia, per il momento sono ancora pochi coloro che si dicono favorevoli all’eliminazione delle fantomatiche macchinette “succhia stipendi”, vera linfa per le casse dello Stato. «In un momento di crisi come questo – spiega Lin Yijun, titolare dello Story Bar – il rischio di essere aggrediti è elevato. L’introito che ricaviamo dalle macchinette non è alto ma ci consente ad esempio di pagare le bollette della luce. Non pensiamo quindi di prendere una simile decisione». Spostandosi in via Santa Caterina, lo scenario non cambia: «Vendendo gratta e vinci siamo obbligati per legge ad avere almeno una macchinetta di Videopoker, e così continueremo», affermano dal Bar Principessa. «Siamo aperti da tre anni – prosegue Elisabetta Daviddi, titolare dello Snack Bar – e per adesso possiamo reputarci fortunati. Eliminare le macchinette significherebbe diminuire i servizi offerti alla clientela».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 marzo 2013

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