Amadei: «Modena, che brutto»
di Riccardo Panini
C’è un velo di delusione che traspare dalle parole di
Romano Amadei. Fine dell’andata: bilancio del campo, bilancio di
cassa. Nessuno dei due quadra. Amadei vorrebbe di più. Conferma i
contatti con Gaudì per la società, ma pensa alla salvezza,
obiettivo di minima di questa stagione.
Patron Amadei,
soddisfatto del girone d’andata?
«Non proprio. La speranza, soprattutto dopo l’avvio lanciato del
campionato, era ben altra. Non c’è mai stata continuità. Poi
quattro pari consecutivi. Ma al ritmo di un punto alla volta non
possiamo pensare di arrivare lontano».
Quanti punti servivano per strapparle un sorriso al giro
di boa?
«Credo che 29, 30 punti, fossero alla nostra portata; 26 sono
pochi. Nessuno ha mai fatto proclami, ma era lecito aspettarsi di
più».
L’andata si è chiusa tra i fischi del
Braglia...
«Non tutto lo stadio ha fischiato. Si sa come vanno queste cose,
comincia uno e tanti gli vanno dietro. Di certo nessuno aveva
fischiato dopo i primi 30’ di partita. Però, certe volte, invidio
chi può fischiare».
A lei piace come gioca il Modena?
«No, non mi piace. Non riesco ad apprezzare il gioco della
squadra. L’impegno è sempre stato massimo, ma solo di rado, a
sprazzi, ho visto giocare bene. Il gioco però non è tutto. E’ un
parametro soggettivo, opinabile. Ci sono squadre che giocano
malissimo ma vincono. Il problema sta proprio qua - ha spiegato
Romano Amadei - a noi manca anche il cinismo. Facciamo troppa
fatica a vincere».
Mutti si è detto soddisfatto.
«Se si riferiva alla volontà e all’impegno messi dalla squadra,
sono d’accordo con lui».
Si parlava di rinnovo per il mister, poi non se n’è più
parlato.
«E non se ne riparlerà mai più. Noi la proposta l’avevamo fatta ma
non è piaciuta. Ci si accorda quando è il momento e questo non lo è
più».
L’impressione è che il rapporto tra Mutti e Tosi non sia
idilliaco.
«Questo non lo so, chiedete a loro. Adesso però è tempo di usare
equilibrio, intelligenza, e professionalità per portare a casa il
massimo».
E’ vero che Gaudì si è interessato alla
società?
«E’ vero, c’è un contatto. Ci sono stati dei discorsi attraverso
uomini che lavorano per il Modena. Non so però quanto e quando
potranno mai diventare concreti. Al momento devo contare solo su me
stesso».
L’impegno economico per questa gestione sarà di circa 7
milioni?
«Il risultato economico sarà molto negativo. Con uno sforzo del
genere avrei sperato di raccogliere qualcosa di più. Il campionato
però non è finito. E’ mio dovere pensare positivo, manifestare
tranquillità».
Sabato ritrova Pioli che a Modena fu
contestato.
«Stefano è stato sottovalutato. Non era un fenomeno ma i risultati
li faceva e ci ha portati ai play off. Modena è strana: contesta
poi si accorge che chi c’era forse era meglio di chi è venuto
dopo».
Il patron Amadei cosa si aspetta dal 2008?
«La salvezza è l’obiettivo minimo e mi pare che la classifica in
questo senso ci dia serenità. Vorrei 7 vittorie e 7 pareggi. Quota
54. Chiedo troppo?».
(22 gennaio 2008)