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martedì 09.02.2010 ore 23.52
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Colby, in catene sopra il tetto

 «Questa mattina avevamo lo spazio sociale, ora non lo abbiamo più». Sono state queste le prime parole di Colby dopo che è stato fatto scendere di peso dal tetto dal casolare di via Pomposiana a Marzaglia alle 18,33. E’ sceso dal cestello dell’autoscala dei vigili del fuoco e appoggiato il piede a terra, intorpidito a tal punto da farlo sembrare quello di Armstrong quando è sceso sulla Luna. A convincerlo a scendere era stato Michele Morra, capo della volante, dopo tre tentativi precedenti, su e giù col cestello dell’a utoscala dei vigili del fuoco, nel corso dei quali era però riuscito a convincere a scendere una delle ragazze. Tra un tentativo e l’altro, siamo saliti sul tetto lungo le scale del casolare piene di trappole. A terra non solo gomitoli di stracci e suppellettili varie per intralciare la salita delle forze dell’o rdine, ma anche olio fatto cadere a cascata su tutti i gradini. Impossibile reggersi in piedi se non a piccoli passi. Arrivati nel sottotetto, attraverso un lucernario ci siamo trovati a meno di un metro da Colby. Casco in testa, canottiera, jeans e scarpe da tennis, si era legato una caviglia con una catena fissata ad un chiodo a pressione. Il braccio e il torace - una sorta d’i mbracatura - li aveva invece serrati con una corda legata alla grondaia da cui ogni tanto faceva penzolare le gambe, nel gesto di lanciarsi di sotto. Mancavano ancora due ore alla sua “resa” e si mostrava molto deciso: «Di qua non mi muovo, questa è la mia casa. Inutile convincermi, resisterà ancora forse qui ci passerò la notte e chissà, anche la prossima». Erano già undici ore che era appollaiato lassù, gran parte delle quali sotto un sole cocente.
 Ancora due ore e mezzo, poi Colby ha accettato la resa. Anche se passiva. Un vigile del fuoco con le trance ha tagliato la catena che lo serrava e le corde che lo imbracavano. Colby si è allora sdraiato sul tetto e per infilarlo sul cestello dell’autoscala, lo hanno dovuto sollevare in tre. Una volta a terra Colby ha cercato di riprendersi dall’intorpidimento degli arti e dal solo che gli ha battuto addosso e sul casco per oltre 13 ore. Poi ha scherzosamente commentato: «Mai più una resistenza passiva con una catena al piede, idea pessima».
(09 agosto 2008)
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