Mirandola premia Draghi e il Nobel Phelps
MIRANDOLA. Capitale per un giorno dell’e
conomia italiana, in nome di Pico. Ieri al Nuovo di Mirandola 300
tra banchieri, economisti, amministratori e imprenditori hanno
celebrato la decima edizione del Premio che porta il nome del
filosofo mirandolano. Tra gli insigniti il governatore Draghi e il
Nobel Phelps, che inevitabilmente si sono soffermati sulla delicata
situazione economica.
Il governatore Draghi è arrivato a
metà cerimonia. Ad attenderlo la contestazione dei dipendenti delle
39 filiali Bankitalia che vanno verso la chiusura, inclusa quella
di Modena. E poi l’“assalto” dei giornalisti che cercavano
dichiarazioni dopo il rialzo, ieri, dello 0,25% del costo del
denaro da parte della Banca Europea. L’ex vicepresidente della
banca d’affari Goldman e Sachs ha sorriso, ma non ha proferito
verbo, parlando solo dal palco. «L’epoca di Giovanni Pico - ha
detto il numero uno di Bankitalia - era violenta ma lì è rinato il
senso della grandezza e dignità dell’uomo. Venendo all’oggi, sono
onorato di essere qui con Edmund Phelp, di cui ho studiato e
condiviso le innovative tesi».
L’analisi dell’attuale congiuntura economica da parte del
governatore è stata breve e in linea con quanto detto dal
presidente della Bce Trichet: «L’obiettivo principale è la lotta
all’inflazione, che tendeva a consolidarsi alta, il carovita in
Italia ha superato il 4%, col rischio che questa aspettativa si
confermasse nel lungo periodo, e vi sono difficoltà per le
famiglie. Con questa scelta condivisa, portando il costo del denaro
al 4,25% puntiamo alla stabilità dei prezzi nel medio termine,
anche se nel breve sarà doloroso».
Concetti ripresi dal Nobel Edmund Phelps che sotto un sole cocente
davanti al Cafè del teatro ha riflettuto a lungo con i giornalisti:
«Sono ottimista - ha detto l’economista americano, premiato con
laudatio di Luigi Paganetto - e credo che presto anche la Federal
Reserve aumenterà il tasso d’interessi anche in America, oggi
artificiosamente basso».
Inevitabile la domanda preoccupata sul conseguente rischio
ulteriore per i mutui. «Confido che la crisi dei subprime non sia
affatto la punta dell’iceberg, perchè sarebbe una calamità
gigantesca - ha risposto il docente della Columbia - ma un fenomeno
circoscritto. Il new deal del futuro presidente Usa deve prevedere
maggiore dinamicità e creatività imprenditoriale, gli attori del
mercato e i decisori pubblici devono saper affrontare le
incertezze».
Phelps sconsiglia comunque manovre politiche troppo invasive:
«Penso che l’aumento del petrolio - ha aggiunto tra l’altro - non
possa continuare all’infinito. Del resto la fluttuazione
strutturale del sistema economico è naturale e dobbiamo accettarlo,
sforzandoci invece di rendere più dinamica la capacità di risposta,
ne trarrà benieficio anche l’occupazione».
Alla chiusura della cerimonia il professore mirandolese Tabanelli
ha tentato inutilmente una domanda di contestazione a Draghi:
«Draghi continua a salvaguardare le istituzioni speculative,
Roosevelt invece salvò le banche ma a patto che esse continuassero
a occuparsi del credito capillare». (s.luppi)
(05 luglio 2008)