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domenica 21.03.2010 ore 17.21
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Modena, i tre volti della riscossa

Cuore, spirito di squadra, modulo: così funziona. E Gatti...
Dopo la sonora bordata di fischi che ha travolto i gialli col Treviso e il duro scambio di opinioni tra patron Amadei e Mutti, il match di Grosseto era un po’ la madre di tutte le partite. Un risultato avverso avrebbe forse spazzato via il Modena di Mutti, ma i gialli e il tecnico hanno reagito compatti conquistando una vittoria che mai come in questo caso ha il valore del successo scaccia-crisi.

Lo sfogo di Amadei ha dato la scossa, quello di Mutti ha fatto impennare i volt: il Modena ha rischiato di rimanere fulminato. Non trascuriamo l’intervento pre-Grosseto di Tosi: ad un osservatore superficiale poteva sembrare solo il tentativo di sdrammatizzare una situazione imbarazzante, andando in profondità sono invece partiti due messaggi pesanti. Il primo al tecnico: «Resta con noi fino alla fine»; il secondo alla squadra direttamente collegato al primo: il mister non si cambia. Ognuno inchiodato ai propri ruoli, nessuna possibilità di sfuggire al compito di raddrizzare una barca che stava imbarcando acqua un po’ ovunque se non al prezzo di metterci la faccia e di uscire allo scoperto. Messaggi recepiti con grande senso di responsabilità da parte del tecnico e dei suoi giocatori. Che in Maremma hanno rialzato prepotentemente la testa con una prestazione che è andata oltre il risultato: il Modena, anche se convalescente, ha giocato da squadra vera, compatta all’insegna del tutti per uno, uno per tutti con ‘ringhio’ Bolaño, già enorme col Treviso, simbolo della riscossa. Una prova di forza, su un campo pressoché inviolabile come lo Zecchini, a dimostrazione che, nonostante i piagnistei e il pessimismo cosmico e cronico che avvolge il calcio geminiano, il Modena ha mezzi decisamente superiori sotto l’aspetto tecnico rispetto alla pattuglia biancorossa rigenerata da Pioli che meditava un clamoroso sorpasso in classifica.

Ambizioni rispedite al mittente con tanto di fuga dalle fiamme dell’inferno che stavano pericolosamente minacciando il fondoschiena della truppa di Mutti.
Pieno di autostima. Il colpaccio in Maremma è una benedizione. Perché allontana la crisi e riporta convinzione tra i gialli. Soprattutto in mister Mutti nel quale forse s’era annidata la convinzione di essere alla guida di un gruppo di brocchi, ipotesi che abbiamo sempre contestato perché non capiamo cosa i gialli abbiano da invidiare al Messina e anche ad altre squadre che stanno a ridosso della zona playoff. Opinione confortata da prestazioni importanti sul campo prima della svolta negativa provocata dalla sconfitta col Bologna (19 punti in 12 gare contro i 7 in nove conquistati nel dopo derby). I bomber ci sono (Bruno 9 gol, Pinardi 6, Longo e Okaka 5), la difesa pure (il trio Frey-Gozzi-Perna è eccellente), come i portieri: i problemi erano in mezzo e soprattutto, affidandosi al 4-4-2, sugli esterni. Giampà è un lavoratore, fa legna, ma soprattutto in casa non ha saputo incidere nella manovra offensiva come si pretenderebbe da un laterale d’attacco. Di Fantini non c’è traccia, Gilioli se entra fa bene, ma se parte dall’inizio si perde; segno più solo per il baby Koffi. Praticare il 4-4-2 o il 4-4-1-1 senza certezze sugli esterni è una sfida persa in partenza, soprattutto se nel pacchetto di centrocampo mancano potenza e cambio di passo. Il Modena ha giocatori molto bravi (Pani, Bolaño, Luisi) a giocare in spazi stretti, ma se il campo si apre la gamba non si inventa. Il mercato è ancora aperto e qualcosa si può fare, ma più che accanirsi sul 4-4-2 forse Mutti dovrebbe insistere sul modulo di Grosseto: difesa a tre, cinque uomini in mezzo (compreso Pinardi giocando con due punte) e due uomini davanti (punta e fantasista o due attaccanti di ruolo). Antonazzo e Tamburini hanno le capacità di sostenere da soli il peso della fascia sia in fase difensiva che in quell’o ffensiva.
Speedy Gatti. Se Mutti pensava che Gatti fosse uguale a Luisi, Pani e Bolaño forse non lo ricordava bene. Il neocanarino è un metronomo, gioca la palla di prima, raramente la tocca due volte ed ha anche il piglio del leader. Non è un caso se a Grosseto, soprattutto nella ripresa, proprio la gestione del pallone è stata l’arma che ha permesso al Modena di gelare i bollenti spiriti dei maremmani e di creare altre occasioni importanti oltre ai due gol segnati. L’ex napoletano non giocava una partita vera da tempo, può dare molto di più e può essere l’u omo in grado di dare un volto alla manovra che finora, soprattutto in casa, è stata troppo carente. L’intesa con Pinardi è quasi naturale. Speriamo che Mutti punti su di lui con decisione.
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