Bressan respinge anche i... sogni
«Mancano ancora 18 partite alla fine della stagione, 5 punti
significano due partite... E' presto per parlare, ma non
commetteremo l'errore di sottovalutare il Gallipoli». Così il
portiere neroverde Walter Bressan.
Walter, a Lecce nell'andata contro il Gallipoli sei andato vicino
al gol, nell'azione che ha portato alla rete del pari di Masucci.
E' stato il tuo 'quasi gol' più clamoroso?
«No, a Pavia ho sfiorato il gol di testa, ma mi ha anticipato un
compagno, Cardamone, che ha messo alto. Se avessi colpito io avrei
segnato sicuramente...». Walter Bressan, portiere del Sassuolo, si
fa una sonora risata e riprende: «Più che altro in quelle occasioni
salgo per cercare di fare confusione. Spero di non farlo da qui
alla fine della stagione, vorrà dire che non saremo
sotto...».
Col Gallipoli vi aspetta una gara sulla carta non terribile. Il
rischio di prendere sottogamba la gara c'è?
«No, è fondamentale per noi non cadere in queste trappole. Sono
sicuro che non commetteremo l'errore di sottovalutare i nostri
avversari, anche perchè il Gallipoli è una buona squadra, ben
allenata, e all'andata ci ha messo in grande difficoltà».
Questa per te è la stagione migliore della carriera?
«Onestamente non ha molto senso parlare di questo, un po' perchè
il mio punto di forza è la continuità di rendimento e un po' perchè
le stagioni migliori sono quelle in cui la squadra fa qualcosa di
importante. Per dire, io sono molto contento della mia stagione a
Pavia, ma siamo retrocessi...».
Guardiamo la classifica: primo posto, +5 sulle terze e +10 sulla
settima. Si può sognare? «Queste cose è giusto lasciarle ai tifosi
o ai media, noi dobbiamo rimanere concentrati sapendo che mancano
18 partite alla fine della stagione. In C vorrebbe dire un girone
intero. Cinque punti sono due partite, quindi dobbiamo continuare a
pensare a una gara per volta, consapevoli comunque che stiamo
facendo un campionato straordinario».
Quale è, a tuo avviso, il pregio migliore del Sassuolo di
quest'anno?
«Ogni partita che giochiamo dimentichiamo la precedente e la
prepariamo con grande attenzione e concentrazione già in settimana,
con l'allenatore. E poi sappiamo crescere dopo ogni errore, facendo
tesoro dell'esperienza vissuta».
(08 febbraio 2010)