Il Sassuolo si fa male da solo
Piacenza cinico, reazione tardiva. Bressan come Henry
La sosta forzata restituisce un Sassuolo autolesionista, svagato e fisicamente in difficoltà al cospetto di un Piacenza cinico e vivace. E nel calcio di oggi se corri meno dell'avversario non sempre ti salvi coi singoli. Lo sa bene il Sassuolo che solo nel finale, col Piacenza in trincea, ha creato qualche occasione. Troppo poco per raddrizzare una partita nata male. Non c'è niente da fare: questo Sassuolo proprio non digerisce le soste. Col Gallipoli i neroverdi l'avevano messa bene in extremis, stavolta è andata male. Inutile attaccarsi alle assenze di Salvetti, Fusani, Martinetti o all'infortunio occorso a Zampagna dopo 41 minuti. La realtà è una sola: il Piacenza ha corso di più, è stato cinico nel piazzare un micidiale uno-due nell'arco di 3' e bravo a difendersi con ordine. Il Sassuolo ha sbagliato l'approccio, sempre secondo sulla palla e perdente in tutti i duelli individuali. Solo nel finale ha creato occasioni sprecandole in maniera clamorosa. SALVETTI KO. Oltre al previsto forfait di Fusani per un lutto in famiglia, un guaio muscolare (stiramento) accusato alla vigilia del match mette fuori gioco Salvetti: al suo posto Filkor. Ma non è l'unica novità nel Sassuolo: Pioli preferisce infatti Consolini a Bianco sulla corsia mancina. Tutto come previsto nel Piacenza col nuovo tecnico Ficcadenti che ripropone un 4-3-3 speculare a quello neroverde. INDIMENTICATI. Solito, triste, colpo d'occhio del Braglia semivuoto. A ravvivare un minimo l'atmosfera ci pensano gli ultras provenienti da Piacenza che dedicano un paio di cori a Gigi Riccio, indimenticata bandiera per 9 stagioni, e mister Pioli, che la scorsa stagione ha guidato i biancorossi ad un'incredibile salvezza anticipata. CAZZOTTI. Il Sassuolo inizia in maniera troppo rilassata e il Piacenza, al primo vero affondo, gli rifila un primo cazzotto: cross dalla sinistra di Nainggolan e imperiosa inzuccata di Moscardelli che sovrasta Minelli e trafigge Bressan. Palla al centro, e dopo nemmeno tre giri di lancette arriva il secondo cazzotto: delizioso assist di Moscardelli per Guerra che sul filo del fuorigioco elude la guardia dello svagato Piccioni
e batte Bressan in uscita. STRAZIO. La reazione del Sassuolo produce solo un gol annullato per fuorigioco a Noselli. Il Piacenza, ispirato da un Nainggolan a cui Filkor (solito oggetto misterioso) fa il solletico, corre di più e nel finale di tempo si vede pure annullare il 3-0 per una presunta posizione di offside di Bini. In casa neroverde piove sul bagnato: Zampagna si stira un polpaccio e viene sostituito da Masucci. Proprio allo scadere un colpo di testa di Piccioni è salvato sulla linea da Calderoni. CHE ERRORI! Ad inizio ripresa c'è Bianco per Consolini. Pioli ridisegna un 4-3-1-2 con Quadrini alle spalle di Masucci e Noselli. Ma la mossa non produce effetti: il Piacenza controlla senza correre rischi, encefalogramma piatto per il Sassuolo. Entra anche Titone per Filkor e i neroverdi hanno finalmente un sussulto. A metà tempo Riccio prima e Magnanelli poi hanno sul piede la palla buona per riaprire il match ma in entrambi i casi la conclusione a rete è da vietare ai minori. Incredibile l'errore di Masucci alla mezzora che da meno di due metri di Puggioni riesce nell'impresa, tutt'altro che semplice, di alzare oltre la traversa. NOSELLI TARDIVO. A ridare un pizzico di speranza al Sassuolo ci pensa il difensore piacentino Rincon che sbaglia goffamente un rinvio di testa, Noselli ne approfitta e fa centro. Alla fine mancano 2' più 3 di recupero: il Piacenza, usciti Nainggolan e Moscardelli, è tutto rintanato nella propria area. BRESSAN COME HENRY. A pochi secondi dal triplice fischio finale il Sassuolo guadagna una punizione da metà campo. Tutti avanti, compreso Bressan. Sembra di rivedere l'ultimo assalto col Gallipoli. Ed è proprio il portiere neroverde a trovare la deviazione vincente in mischia ma con un evidente colpo di mano. L'arbitro Pinzani convalida, a salvarlo è il guardalinee Giallatini che alza la bandierina segnalando l'irregolarità. Ed evitando così un altro caso Henry.
(20 novembre 2009)