Scuole senza soldi: "Pulizie ogni 2 giorni"
L’Ufficio regionale: «Pulizie in aule e bagni solo ogni 2 giorni». I tagli del governo colpiscono duro: agli istituti arriva un “consiglio” per risparmiare
di Davide Berti
MODENA. Non ci sono soldi? Allora non pulite le
aule, e neanche i bagni. Non è una barzelletta, nemmeno l’ultima
battuta di Zelig ma il consiglio che arriva dal dirigente
scolastico regionale Luciano Fanti per risparmiare. I tagli all’i
struzione sono arrivati a tanto, anche dove la scuola, come nella
nostra regione, dovrebbe essere un fiore all’occhiello. Ecco come
la realtà supera la fantasia.
Ormai siamo al paradosso. Per far tornare i conti della scuola
italiana c’è chi consiglia di pulire i bagni e le aule ogni due
giorni. Della serie al peggio non c’è mai fine. E siamo nella tanto
decantata Emilia Romagna. La proposta indecente non l’ha scritta un
signore nessuno in una lettera anonima, ma niente meno che il
dirigente dell’ufficio scolastico regionale Luciano Fanti. La
circolare, diffusa l’11 gennaio, è stata inviata a tutti i
dirigenti delle istituzioni scolastiche della regione tramite gli
uffici scolastici provinciali.
Il dottor Fanti li chiama “suggerimenti per la riduzione del 25
per cento dei servizi relativi alle pulizie dei locali scolastici e
attività accessorie”. Per capire meglio bisogna calarsi nel
contesto della scuola italiana, in crisi di finanziamenti e sapere
che fino a qualche anno fa le pulizie le facevano i bidelli, come
in molti ricorderanno. Poi lo Stato dà una possibilità alle scuole:
riducete del 25 per cento l’organico dei bidelli e da Roma vi
arriverà un finanziamento pari ai soldi risparmiati che potrete
impiegare appaltando il servizio ad una ditta esterna di pulizie.
In un primo momento gli appalti vengono gestiti a livello locale,
poi è direttamente lo Stato che con una mega-commessa affida i
lavori. La morale non cambia e alla base c’è sempre la logica del
risparmio.
Di pochi mesi fa, mentre le scuole non sanno nemmeno come pagare i
supplenti e il debito di Roma nei confronti di ogni istituto cresce
oltre misura, l’informativa dove si chiede alle scuole di
contrattare con le ditte locali i servizi per una prestazione che
diminuisca del 25 per cento rispetto a quanto pattuito. Così
Bologna decide che per andare incontro alle esigenze delle scuole
non serve altro che un vademecum, con i suggerimenti al risparmio
scritti nero su bianco. Al punto 1 «l’individuazione di minori
frequenze, attività o superfici relative ad aule e servizi
igienici». Ma soprattutto, si legge al punto 2, «per quanto
riguarda aule e servizi igienici, che come è noto, comportano un
costo più rilevante, la pulizia potrebbe essere fatta a giorni
alterni, anziché quotidianamente».
Oltre all’igiene si avverte anche che «per quanto riguarda le
attività di vigilanza la riduzione sarà proporzionale nella misura
del 25 per cento rispetto al numero delle ore fin qui prestate». Al
termine della missiva si ribadisce anche che «le linee suindicate
non sono da considerare vincolanti ma soltanto finalizzate al
raggiungimento dell’obiettivo». A quando, oltre ai libri di testo
consigliati, anche l’alcol, le spugne e i guanti per ogni alunno?
Comunque non c’è da stare allegri. Chissà cosa penseranno il
sindaco e l’assessore all’Istruzione, che nella scuola stanno
continuando ad investire e chissà quale sarà la posizione dell’a
zienda sanitaria locale. Basta fare un passo indietro di due mesi,
all’allarme influenza A, e alle norme igieniche rigorose per le
scuole.
E questo è solo il primo taglio di un triennio che si concluderà
con nuove sforbiciate ai bilanci e coi bagni sempre più sporchi.
Sono lontani i tempi quando Modena era tra le prime città d’Italia
ad avere bidelli comunali.
(16 gennaio 2010)