Tre auto a fuoco, preso un altro piromane
E' un 39enne, aveva appena incendiato una Passat: poi altri 2 roghi
Altre tre auto incendiate nella notte, una in Rua Muro, centro
storico alle 22,40, l'altra in via delle Costellazioni alle 22,55,
la terza in via Monchio alle 2,45 di notte. Un altro piromane
arrestato dalla polizia, e si tratta del secondo in dieci
giorni.
Il primo, quell'accusato di tre dei sette attentati incendiari di
altrettanti suv, attente invece in carcere la decisione del
tribunale della libertà.
Ma c'è un terzo piromane ancora in libertà. Perché se è vero che
giovedì sera dopo il primo incendio doloso la polizia ha catturato
quasi subito l'autore del rogo doloso di un'auto di Rua Muro, chi
ha incendiato poche ore dopo e sempre giovedì sera e poi nella
nottata di ieri altre due auto, in via delle Costallazioni e in via
Monchio?
Sta diventando un rebus l'indagine e la caccia ai così detti
piromani seriali che con quelli di giovedì sera e ieri notte, hanno
già dato alle fiamme tredici mezzi.
La squadra Mobile della questura che per incastrare il primo
presunto piromane per altro su base indiziaria, tende a minimizzare
sugli ultimi tre incendi e per ognuno ha un proprio movente, non
trascurando il fatto che l'autore di uno degli incendi dolosi è
stato catturato praticamente in flagranza di reati.
Secondo la polizia, infatti, il secondo presunto piromane,
potrebbe aver agito per spirito d'emulazione o per motivi
personali. Ma questi ultimi sono stati esclusi dal proprietario
dell'auto andata a fuoco e distrutta in Rua Muro. Luciano Zioni e,
infatti, un tranquillo pensionato modenese di 77 anni che abita con
la moglie al numero 74 della via e che aprendo la finestra ha visto
la sua auto ridotta in cenere.
E motivi personali, sempre secondo la polizia che tuttavia su
tutti gli episodi mantiene il massimo riserbo, potrebbero essere
alla base dell'incendio in via Monchio.
Stessa versione è fornita per l'incendio di via delle
Costellazioni dove è andata a fuoco, ma solo parzialmente, una
vecchia auto di una cittadina romena.
Comunque stiamo le cose, non si può non prendere atto che gli
incendi di giovedì sera e di ieri notte, hanno fatto registrare un
clamoroso quanto inatteso colpo di scena nella caccia al piromane,
le cui gesta sembravano aver avuto finite con l'arresto da parte
della Mobile della questura di Giuseppe Purpura, 44 anni,
giardiniere di Termini Imerese, arrivato a Modena nel 2003 dovendo
finire di scontare una condanna presso la Casa di lavoro di
Castelfranco, per incendi di auto compiuti nel 97 in Sicilia. Il
suo arresto, apparentemente su basi indiziarie, ora mette in dubbio
la sua colpevolezza, almeno così la pensa uno dei suoi legali,
Enrico Fontana.
Non per niente l'altra notte l'avvocato armato di macchina
fotografica si è recato nei luoghi degli incendi ed ha scattato una
serie di fotografie che saranno allegate come prova difensiva nel
fascicolo di ricorso al tribunale della libertà di Bologna dove la
posizione di Purpura verrà discussa il 28 aprile prossimo. La
richiesta del legale e del collega Bandini, che difendono il
giardiniere, già era impostata sull'insussistenza di prove, ora le
prove ci sono, a discolpa dell'arrestato, anche se la polizia
insiste sull'esistenza di una prova determinante - un fotogramma
scannerizzato da una ripresa di una telecamera del centro storico -
che potrebbe inchiodare alle proprie responsabilità Purpura.
A quest'ultimo fa compagnia in carcere da giovedì sera il presunto
»piromane bis«. La Mobile ha infatti arrestato il presunto autore
del primo rogo, quello di Rua Muro, finito in manette poco dopo
averlo appiccato. Non si tratta dunque probabilmente del secondo e
di certo non del terzo incendio d'auto, quest'ultimo avvenuto nel
cuore della notte quando l'uomo era già a S. Anna da qualche ora.
Le uniche indicazioni che hanno fornito la polizia su di lui
riguardano l'età, 39 anni, il fato che risiede a Modena ed ha
piccoli precedenti.
Gli uomini della Mobile li hanno preso praticamente in flagrante.
E' stato trovato in stato d'alterazione, praticamente ubriaco, a
poca distanza dal luogo dell'incendio con ancora in mano una
»bottiglia« contenente liquido incendiario.
(25 aprile 2009)