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Le alleanze tematiche del Carroccio a cinque stelle

L'opinione

C'è chi dice: non poteva che finire così. Chi corregge: presto per dirlo. Chi fa spallucce: solo tattica. Allora, presto sposi Beppe & Matteo, o no? Sta davvero nascendo una Lega a cinque stelle? Per cercare una risposta, mettiamo da parte illazioni e previsioni azzardate e guardiamo ai fatti, che è sempre meglio. Dando per scontato che l'incontro Casaleggio-Salvini, rivelato da "Repubblica", ci sia stato: le smentite sembrano solo pro forma, e rivelano l'imbarazzo dei protagonisti.

Da tempo i due si annusano, si guardano, si aiutano. Rivelano gli studiosi di flussi elettorali che già alle politiche del 2013 - un'altra era geologica! - molti voti tradizionalmente leghisti si riversarono sui candidati del Movimento a cinque stelle. Favore ricambiato alle successive Europee con consensi grillini generosamente piovuti sulle liste leghiste.

Patto perfezionato qualche anno dopo, 2016, in occasione di ballottaggi decisivi: l'accordo funzionò alla perfezione su Roma e Torino, con Virginia Raggi e Chiara Appendino baciate dal favore delle truppe leghiste e di Giorgia Meloni; non sfondò a Milano, anche se molti elettori della destra si spesero per Stefano Parisi contro Beppe Sala; e infine sancito in occasione del referendum del 4 dicembre scorso.

Giudicate voi. Comunque, patti o alleanze che siano, i temi sui quali i due movimenti concordano sono davvero molti, e la lista si allunga: l'identità di vedute sulle Ong sospettate dalla procura di Agrigento di lucrare sul business dei migranti; la campagna irrazionale contro i vaccini; il giro di vite della sindaca Raggi sui campi rom, traduzione amministrativa della ruspa minacciata da Salvini. Senza contare le convinzioni di fondo: le rivendicazioni nazionaliste (sovraniste, oggi si dice così); il no alla moneta unica, ora più temperato ma fortemente simbolico; l'idiosincrasia per la nomenklatura europea, le sue regole e lo scarso interventismo per l'emergenza immigrazione; la polemica aspra contro tutto ciò che sa di casta, di Stato, di partiti tradizionali.

Non deve dunque sorprendere se Ilvo Diamanti ci rivela che tre elettori della Lega su dieci si sentono in qualche modo vicini ai 5Stelle. Il 30 per cento. Tanti: tra gli elettori del Pd sono solo il 13. Negli ultimi giorni, poi, nuovi elementi hanno generato sospetti e supposizioni: l'intesa per impedire un blitz Renzi-Berlusconi sulla legge elettorale, premessa di larghe intese che avrebbero messo ai margini Grillo e Salvini; la bagarre sullo ius soli; e ora l'avvicinarsi dei ballottaggi nei quali potrebbe ripetersi l'esperimento 2016.

Insomma, gli indizi sono tanti e legati da un unico filo rosso: l'antipatia per Matteo Renzi e il suo progetto. In effetti, sul campo gli schieramenti sono molto definiti, si scontrano in fondo due diverse culture politiche e istituzionali: sull'Europa, su Trump, sul protezionismo, con Macron o con Le Pen. Una coppia di fatto. Forse un piano non c'è, sono solo - come essi stessi dicono - "alleanze tematiche". In quanto a Salvini, non fa altro che imitare Silvio Berlusconi il quale flirta con Renzi, ma non chiude la porta alla Lega, e che vent'anni fa conquistò il Paese grazie ad An al Sud e alle truppe di Bossi al Nord: lui invece si accorda con Grillo in Parlamento, ma intanto in molti comuni ha presentato liste con Forza Italia. Due forni.

Tanto che nelle ultime ore ha ricominciato a lanciare segnali verso Arcore, e c'è pure qualche maligno che giura sulla crisi di un matrimonio mai celebrato dopo il flop dei 5Stelle il 12 giugno. Vedremo. C'è da dire che il sistema con il quale si elegge un sindaco spinge ad alleanze o desistenze, il proporzionale sembra fatto apposta per dividere. Ma è anche vero che alle prossime politiche a Salvini farebbero

molto comodo i voti grillini lì dove la Lega non è rappresentata: tentazione che verrebbe rafforzata se per esempio a novembre Grillo dovesse conquistare la Regione Sicilia. Come avrebbe detto Bettino Craxi con un sorriso dei suoi: «Se son rose fioriranno...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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