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Portogallo, incendio nella foresta. Decine di morti e feriti

La prima vittima identificata è un bambino di 4 anni. Il premier Antonio Costa: "Non abbiamo memoria di una tragedia simile". Molte famiglie sono rimaste intrappolate nelle auto e bruciate vive. Il rogo si sarebbe sviluppato per cause naturali. Il Paese proclama tre giorni di lutto

Portogallo, a fuoco foresta a 200 km da Lisbona: "Decine di morti" Le drammatiche immagini dell'incendio boschivo divampato nella notte nella foresta di Pedrogao Grande, a circa 200 chilometri a nord di Lisbona, in Portogallo. Circa 20 persone, tra cui sei vigili del fuoco sono stati ricoverati in ospedale con ferite di vario grado. Secondo le autorità locali, molte persone sono morte mentre stavano viaggiando in auto. I forti venti che interessano la zona hanno reso difficile il lavoro ai 260 vigili del fuoco, supportati da circa 80 auto-idranti. Le fiamme si sono propagate nel villaggio di Figueiró dos Vinhos. Pedrogao Grande ha una superficie di 128 chilometri quadrati, in cui vivono circa 4.000 abitanti, principalmente impiegati nei settori dell'agricoltura e della produzione tessile

LISBONA. Un violento incendio in una zona ricoperta di boschi ha seminato morte e distruzione nei boschi di Pedrogao Grande, in Portogallo. In queste ore continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime: il ministro dell'Interno Jorge Gomes ha detto che i morti sono 62 e i feriti 59, 5 dei quali gravi. Due delle oltre sessanta vittime, sono morte in un incidente stradale mentre tentavano di fuggire dalle fiamme. Il Paese ha annunciato tre giorni di lutto nazionale.

Rodrigo, un bambino di 4 anni, è la prima vittima identificata dell'incendio. Lo riferisce la stampa portoghese. Il piccolo è stato sorpreso dalle fiamme mentre era in auto con uno zio. Un albero in fiamme è caduto sull'auto. Il cadavere dello zio, riferisce Correio da Manha, è stato trovato nell'auto, quello del bambino all'esterno.

«Non abbiamo memoria di una tragedia umana di questa portata» ha detto del tragico incendio di Pedrogao il primo ministro portoghese Antonio Costa. Il presidente Marcelo Robelo de Sousa, giunto già questa notte con Costa nella zona del disastro, a Pedrogao Grande, zona nel centro del Paese, nella provincia di Leiria, a circa 160 chilometri da Lisbona, ha affermato che «è stato fatto il massimo che si poteva fare» per fermare l'incendio. «Non era possibile fare di più, ha aggiunto, ci sono situazioni imprevedibili. Quando si presentano non ci sono capacità di prevenzione che che possano intervenire».

Almeno 30 vittime sarebbero automobilisti e passeggeri rimasti bloccati nei loro mezzi per le fiamme morendo carbonizzate. La maggior parte di loro sono morte sulla strada che collega Figueiro dos Vinhos a Castanheira de Pera. Ci sono anche 59 feriti, fra cui diversi pompieri. Le alte temperature e il forte vento hanno contributo alla rapidissima diffusione dell'incendio.

Portogallo, Mastrogiacomo: "Qui l'aria è un forno da giorni, probabile l'autocombustione" Il giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo ha appena concluso una settimana di ferie in Portogallo. Dall'aeroporto di Lisbona racconta il clima caldissimo nel quale si è sviluppato l'incendio che sta devastando il bosco a 200 chilometri dalla capitale. Le cause del fuoco non sono certe, ma le temperature e i molti focolai che si stanno sviluppando in tutto il Paese fanno pensare a un fenomeno di autocombustione legato a caldo e siccità

In base alle prime indagini il rogo si sarebbe innescato per cause naturali, in seguito alla caduta di fulmini su di un area boschiva resa secca dalla alte temperature - fino a 40 gradi - di questi giorni in Portogallo. Le operazioni di spegnimento dell’incendio sono rese particolarmente complesse dal forte vento sulla zona e uno dei responsabili dei vigili del fuoco parla di una situazione di una «gravità mai riscontrata in 50 anni di lotta agli incendi».

Molti focolai restano attivi e sono numerose le persone evacuate dalle abitazioni della zona. Il Commissario Ue per la gestione delle crisi, Christos Stylianidis e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, hanno annunciato l’attivazione del meccanismo di protezione civile e di aiuti europeo. Contro le fiamme sono impegnati oltre 600 pompieri e 100 mezzi dei servizi antincendio. Alla lotta contro le fiamme si sono aggiunti nella notte anche mezzi e uomini della protezione civile spagnola, anche con due Canadair. Diverse case raggiunte dalle fiamme hanno dovuto essere evacuate.

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