Quotidiani locali

Sisma del Centro Italia, Amatrice un anno dopo: nella notte 239 rintocchi campana

Con una fiaccolata culminata con 239 rintocchi di campana, il numero delle vittime di Amatrice, sono iniziate questa notte le celebrazioni ad un anno esatto dal sisma che ha devastato una parte dell'Italia centrale il 24 agosto del 2016

Sisma, videoconfronto tra prima e dopo: cosa è cambiato a un anno dal terremoto Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, frazione di Arquata. Un anno dopo il terremoto del 24 agosto 2016, i principali comuni dell'area colpita restano un cantiere aperto, nel migliore dei casi, e un cumulo di macerie nei peggiori. Il confronto tra come apparivano quei luoghi subito dopo il sisma e come sono oggi.di Francesco Giovannetti e Cristina Pantaleoni

AMATRICE. Uno ogni tre secondi, tante volte fino ad arrivare a 239, facendo coincidere l'ultimo rintocco di campana con le 3:36.32 del 24 agosto, esattamente un anno dopo quella stessa ora e quella data in cui la devastazione portata dal terremoto nell'Italia centrale uccise 239 persone ad Amatrice e nelle sue frazioni.

Ci sono voluti dieci minuti per quei 239 rintocchi di campana che hanno rotto il silenzio della notte tra queste montagne, in una cittadina dove i segni dei colpi inferti dal sisma si vedono tutti, anche di notte. E questa è stata una notte particolare. Cominciata con il raduno, poco prima delle 23, inizialmente alla spicciolata e poi sempre più numeroso, di parenti e amici delle vittime ed anche di persone arrivate dai centri vicini del Reatino e dell'Aquilano per far sentire la propria solidarietà a questa comunità. In un clima di mestizia e di dolore.

Terremoto 24 agosto, ad Amatrice 239 rintocchi in ricordo delle vittime 239 rintocchi alle 3:36. Cosi Amatrice ricorda le vittime del sisma che lo scorso 24 agosto l’ha messa in ginocchio. Le immagini ritraggono l’inizio della zona rossa avvolto dal buio della notte. Abbiamo scelto, dietro richiesta delle famiglie, di non riprendere la fiaccolata e la messa, iniziate alle 2 di notte.

Tanti giovani al bar che accoglie chi arriva ad Amatrice, ma senza gli schiamazzi abituali che caratterizzano il ritrovarsi in comitiva. Per strada molte persone, di ogni età, con indosso la felpa - chi rossa, chi blu, chi bianca o beige - con scritto a caratteri cubitali 'Amatrice', come fosse il nome di una squadra di calcio o di altro sport. Una felpa che vuole essere il simbolo dell'appartenenza, dell'identità.

Nonostante il terremoto. In un niente le auto che arrivano qui si ritrovano con la carrozzeria impolverata, le macerie mandano polvere, non la si vede per aria ma c'è e si deposita. Qualcuno si sofferma a guardare, quasi in raccoglimento, le macerie di quelle che una volta erano case e attività commerciali e d'impresa, e che il terremoto ha trasformato in cumuli di niente. Si sente che questa è una notte speciale, una notte in cui l'elaborazione del lutto sarà messa a dura prova. E lo si vede poi, all'1,30, quando tutta la comunità si ritrova raccolta sotto la grande tensostruttura della Croce Rossa nel campo sportivo per vivere un primo ricordo collettivo delle vittime attraverso la lettura di brevi cenni biografici di ciascuna di loro.

"Gocce di Memoria", le hanno chiamate così. E sono proprio queste che fanno emergere spezzoni di storia. Piccoli ma importanti ricordi di persone molto diverse fra loro e che però erano legate da un filo comune in quanto parte attiva della vita di tutti i giorni di Amatrice o di quei mesi durante i quali in tanti fra quei 239 vi trascorrevano i periodi di vacanze. E in un silenzio assoluto, con la commozione che aggrediva i volontari e i parenti - facendoli anche incespicare nelle parole - che si sono offerti di leggere quelle "Gocce di Memoria", la comunità di Amatrice ha rivisto come in un racconto o in un film un pezzo di percorso. Nello sguardo di ognuno riunito sotto la tenda si leggevano dolore, lutto, angoscia...

Ed è stato come se quelle 239 persone per qualche minuto fossero tornate nuovamente presenti tra e nella comunità di Amatrice. Per volontà dei parenti, niente telecamere accese nè riprese con telefonini. La lettura delle "Gocce di Memoria" della vita delle 239 vittime del terremoto in questa fetta di Italia ha reso pienamente una volta di più il senso dell'enormità della tragedia, ci è voluta oltre un'ora per leggere quei pur brevi cenni biografici per ognuno. Perchè 239 sono davvero tanti...Poi, in silenzio e ognuno raccolto nei propri pensieri per i familiari scomparsi, la fiaccolata per le strade di Amatrice che è possibile percorrere, ai confini della zona rossa, e sono davvero poche queste strade, a conferma della portata della devastazione dovuta al sisma di un anno fa.

Terremoto, la fiaccolata in ricordo delle vittime di Pescara del Tronto Per ricordare le vittime del terremoto del 24 Agosto 2016 centinaia di persone hanno attraversato la zona rossa di Pescara del Tronto, frazione di Arquata per fermarsi in preghiera al parco giochi. Alle 3,36 in punto sono stati letti i nomi dei defunti. Ad ogni nome, un rintocco di campanaVideo di Benvegnù e Guaitoli/Imagoeconomica

Presenti il sindaco Sergio Pirozzi e rappresentanti delle forze dell'ordine e forze armate e delle strutture di Protezione civile che da dodici mesi sono al lavoro ad Amatrice e nel suo territorio di decine e decine di frazioni. Fiaccolata che si è conclusa nel parco Minozzi, dove e' stato realizzato un monumento-memoriale e dove sono stati ascoltati quei 239 rintocchi di campana, ognuno dei quali sembrava infinito per quei tre secondi tra l'uno e l'altro. Ogni rintocco sembrava anche un rinnovare una ferita difficile, se non impossibile da guarire, 239 rintocchi che non finivano mai. E' seguito un momento di preghiera collettiva presieduto dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili. Quindi è stato tolto il telo con i colori blu e rosso, i colori di Amatrice, che copriva il monumento-memoriale.

Dove l'elemento pietra è centrale, per ribadire comunque il legame tra Amatrice e la montagna. E in silenzio tutti sono andati via, ognuno con i propri pensieri. Molta riservatezza e dignità da parte di chi piangeva i propri morti. Il silenzio era la regola che tutti si sono dati. Più d'uno andando via da Amatrice ha voluto lasciare la fiaccola accesa ai piedi di una recinzione intorno a quella che una volta era una casa. Alle 4 e 30 è finito tutto. Un anno fa, alla stessa ora il disastro aveva già cominciato a restituire senza vita i primi di quei 239 che s'era preso nel cuore della notte.

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie