Quotidiani locali

Vai alla pagina su Conosci l'italiano
Conosci l'italiano, 10 parole dalla Rete che usiamo tutti i giorni

Conosci l'italiano, 10 parole dalla Rete che usiamo tutti i giorni

"Googlare" è ormai usato per indicare una ricerca su internet, "bloccare" e "seguire" hanno nuovi significati legati al mondo dei social. I vocaboli della Rete sono entrati nella nostra vita quotidiana e l'Accademia della Crusca ne parla nel terzo volume della collana sulla lingua italiana in edicola con il nostro giornale e con tutti i quotidiani del Gruppo editoriale Gedi a partire da sabato 7 ottobre

leggi anche:

Esiste un italiano tradizionale, confortante, familiare, e un italiano nuovo di zecca che, correndo alla velocità della Rete, sta uscendo dagli schermi dei nostri smartphone e riempiendo di parole strane pure la vita vera. Si tratta dell’italiano dei social, e dei nuovi significati che hanno acquisito certi verbi, tanto che oramai condividere, fa pensare prima al gesto di pubblicare qualcosa sul nostro diario di Facebook, poi all’antico senso di avere in comune con altri.

Ecco allora le dieci parole della Rete che oramai, nessuno escluso, usiamo tutti i giorni:

1. GOOGLARE

Arrivato nei nostri vocabolari con il primordiale significato di ricercare qualcosa sul web, tramite Google (il motore di ricerca per antonomasia), oggi ha modificato il suo contenuto nel più generico cercare su internet. Il consiglio è di non cadere mai nella trappola di googlare il proprio nome.

2. VIRALE

È il sogno di tutti quelli che lavorano con i social: che un contenuto - e si parla spesso di un video - diventi virale. Vuol dire, in pratica, che il contenuto in questione comincia a diffondersi rapidamente e incontrollabilmente nel web e tramite il web. Vuol dire che se incontri un amico, quasi certamente ti chiederà, a un certo punto, se hai visto quel video. Il consiglio è di ricordarsi che possono diventare virali anche video privati. Attenzione, dunque, a tutto quello che si condivide.

3. YOUTUBER

Creatore, e spesso protagonista, di video originali condivisi su YouTube o su qualunque social network: questo il significato del termine. Conviene aggiungere, per stare al passo con i tempi, che quello dello youtuber è oramai percepito, soprattutto fra i più giovani, come un vero e proprio mestiere, e che, così come un tempo i ragazzini sognavano di fare il pilota, la ballerina e la maestra, oggi è facile che vogliano diventare youtuber. Il consiglio è di accompagnare la parola con gli articoli lo/uno e non il/un.

4. TAGGARE

Contrassegnare con un tag. E che cosa è un tag? Un’etichetta, in pratica. O una firma, nel gergo dei graffittari. Nel mondo dei social, tuttavia, taggare qualcuno vuol dire identificarlo e menzionarlo in un contenuto. Come dire: “Ecco, in questa immagine c’è anche lui”. Il consiglio è di non abusare di questa pratica, e di controllare sempre che, nella foto che avete appena pubblicato, sia venuta bene anche la persona che state taggando.

5. LIKE

È il celebre mi piace, quello che possiamo mettere, oppure no, ai post dei nostri amici, su Facebook. Di gran lunga uno dei gesti più diffusi di oggi, quello di apporre il famoso pollice blu sotto a una foto, al link di una canzone, o a una notizia. Tanto che sempre di più le nostre vite virtuali tendono a dipendere dal conto di quanti like ricevono. Il consiglio è di non valutare (o sottovalutare) se stessi sulla base dei mi piace ricevuti.

6. CUORARE

È l’equivalente del like, su Instagram. Mettere il cuoricino rosso alle foto che guardiamo, scorrendo la home page di Instagram, vuol dire che quelle foto ci piacciono. Il consiglio è di tenere a mente che sempre più, nel mondo dei social, cuori e like possono tradursi in piccole dichiarazioni d’amore. Fate attenzione, dunque, a non innamorarvi del profilo sbagliato.

7. POSTARE

Ci dice la Treccani: l’atto del pubblicare qualcosa online, dove possa essere visibile da altri, ed eventualmente essere condiviso mediante ripubblicazione su altre piattaforme da parte di soggetti successivi. E noi postiamo soprattutto su Facebook, non v’è dubbio. Vuol dire che pubblichiamo foto, pensieri (nostri o di altri) e tutto quello che ci pare interessante per chi ci legge. Il consiglio è di ricordarsi sempre che ciò che si posta, per sempre rimane.

8. SEGUIRE

Si tratta della versione contemporanea del verbo che un tempo voleva dire, soltanto, andare dietro a qualcuno. Oggi, chi vi segue, vi segue soprattutto sui social: significa che legge quello che postate, guarda le foto che pubblicate, mette i like ai link che condividete. Il consiglio è di stare attenti a chi vi segue troppo: così come non è rassicurante essere seguiti da uno sconosciuto, tornando a casa, a piedi, di notte, può celare qualche insidia l’attività di chi manifesta troppo interesse per la vostra vita virtuale.

9. BLOCCARE

Il più diffuso (e pratico) strumento di difesa che i social ci mettono a disposizione per non far entrare le persone sgradite nelle nostre vite online. Si può bloccare facilmente qualunque utente indesiderato. A quel punto, non visualizzerà più i contenuti condivisi sul vostro profilo, così come voi non vedrete i suoi. Il consiglio è di non seguire consigli, in questo caso. Se pensate di dover bloccare qualcuno, avete di certo un buon motivo per farlo.

10. SELFIE

Un autoritratto fotografico, fatto, generalmente, utilizzando uno smartphone. E si tratta, senza dubbio, della star delle parole coniate da questi nostri tempi moderni. Termine popolarissimo che perfettamente combacia con il gesto, altrettanto popolare, di auto-fotografarsi ovunque. Il consiglio è di ricordare che selfie non è sinonimo di foto: insomma, se chiedete a qualcuno la cortesia di farvi un selfie, e intendete che vorreste che vi facesse una foto davanti al Colosseo, sappiate che non ci state facendo una bella figura.

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista