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Sul web si scrive tanto e (spesso) male, ecco i consigli del linguista

Sul web si scrive tanto e (spesso) male, ecco i consigli del linguista

Scrivere correttamente seguendo le regole anche quando si dialoga sui social, questo uno dei temi della collana dedicata alla lingua italiana, realizzata in collaborazione con l’Accademia della Crusca. Terzo volume in edicola con il nostro giornale e con tutti i quotidiani del Gruppo Gedi 

Ci sono i social network, le chat, le email. Ci sono i vecchi sms, sempre gratis nelle offerte delle compagnie telefoniche e i blog, una specie di preistoria, ormai, per chi conosce la velocità con cui si evolve il web. Il dato di fatto, in ogni caso, è che da dieci anni a questa parte si scrive molto di più e, forse, si parla di meno. A Marco Biffi, linguista e autore del volume Le parole nella Rete, il settimo della collana L’Italiano, realizzata per questo e per gli altri quotidiani del Gruppo Gedi dall’Accademia della Crusca, il compito di spiegare la differenza che c’è fra scrivere, sapendolo fare, e digitare nella Rete: «Bisogna avere competenze specifiche, per scrivere, molta attenzione, e un’istruzione medio-alta. Per digitare, invece, non serve niente.

Nel nostro Paese si ha un vero confronto con la lingua solo a scuola, ma ben il 60 per cento degli italiani non è in possesso nemmeno del diploma di scuola superiore. Insomma, se è vero che nella Rete si scrive parecchio e scrive chiunque, è pur vero che ciò che ne viene fuori è una radiografia impietosa del Paese, fatta di tante persone che hanno una conoscenza approssimativa dell’italiano». Molti mezzi, a disposizione, dunque, e altrettante parole nuove da capire e adoperare. Tanto che ai linguisti, da anni, viene richiesto uno sforzo in più. Spiega Biffi: «Siamo abituati a misurare il peso delle parole sulla base di quanto vengono utilizzate dai parlanti, e fino a poco fa questo uso dei parlanti era misurato nel tempo, un arco di tempo piuttosto ampio. Si vedeva, dunque, in questo modo se una parola attecchiva nella nostra lingua. Ora, invece, capita che una parola abbia per tre mesi un milione di occorrenze e che poi magari, all’improvviso, scompaia. Tuttavia, se è tanto diffusa, spetta ugualmente a noi il compito di spiegarla, e succede che spiegarla è come accoglierla nel vocabolario, se non fosse che servirebbero un po’ di tempo e un po’ di distanza per capire se è destinata a resistere oppure no. In questo momento, per esempio, si parla molto di Var: siamo nell’ambito della tecnologia del calcio che vuole essere d’ausilio all’arbitro. C’è un po’ d’incertezza, sul significato, e abbiamo varie sollecitazioni. Ecco allora che il linguista diventa, in questo caso, una specie di allenatore: sbaglia sempre formazione, qualunque cosa dica».

Chiediamo a Biffi, allora, per non sbagliare, qualche dritta per i post che scriviamo su Facebook. Non ci sono regole - sottolinea - se non, forse, due: «Bisogna rispettare il contesto comunicativo in cui siamo, adeguando a quello la nostra scrittura; e conviene sempre adoperare strutture sintattiche non particolarmente complesse, in post non troppo lunghi, che altrimenti renderebbero difficile lo scambio che sta alla base delle dinamiche dei social network». E le faccine o emoji? «Dando per scontato – conclude Biffi – che non vanno utilizzate in contesti formali, sono molto importanti! Nelle chat, perché, pure se in forma di scrittura, quello è un parlato allo stato puro che viene veicolato attraverso le emoji; per quanto riguarda i post, invece, che sono una via di mezzo, gli emoji sono comunque utili per suggerire quelle cose di cui il parlato, appunto, ha bisogno: l’intonazione, per esempio, o la mimica facciale. Mi spiego: se sto scherzando, l’emoji è fondamentale, mi permette di non dover scrivere sto scherzando. Ed è dunque piuttosto funzionale».

Ecco tutti i titoli della collana e le date di uscita

  1. Bada (a) come scrivi - 23 settembre 2017
  2. La nostra lingua dalla @ alla zeta - 30 settembre 2017
  3. Scrivere nell'era digitale - 07 ottobre 2017
  4. Sindaco e sindaca: il linguaggio di genere - 14 ottobre 2017
  5. La ricchezza dei dialetti - 21 ottobre 2017
  6. L'italiano e le lingue degli altri - 28 ottobre 2017
  7. Le parole nella Rete - 4 novembre 2017
  8. Giornali, radio e tv: la lingua dei media - 11 novembre 2017
  9. Da San Francesco al rap: l'italiano in musica - 18 novembre 2017
  10. Arte, design e moda: il mondo parla italiano - 25 novembre 2017
  11. Il linguaggio della politica - 2 dicembre 2017
  12. Leggi, contratti, bilanci. Un italiano
    a norma?
     - 9 dicembre 2017
  13. L'abc della grammatica: regole e uso - 16 dicembre 2017
  14. Le parole dei quotidiani - 23 dicembre 2017



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